Invernomuto.net

Ho realizzato questo sito per rendere disponibile alla consultazione questa mole enorme di dati altrimenti difficilmente consultabili :)

Opera d'arte pie donne al sepolcro (parete destra), orazione di Cristo nell'orto di Getsemani e apparizione di Cristo risorto a Santa Maria Maddalena (parete frontale) di Lanzani Andrea (1650 ca./ 1712), Villa Francesco (/ 1572), a Certosa di Pavia

L'opera d'arte pie donne al sepolcro (parete destra), orazione di Cristo nell'orto di Getsemani e apparizione di Cristo risorto a Santa Maria Maddalena (parete frontale) di Lanzani Andrea (1650 ca./ 1712), Villa Francesco (/ 1572), - codice 03 00702312 - 0 di Lanzani Andrea (1650 ca./ 1712), Villa Francesco (/ 1572), si trova nel comune di Certosa di Pavia nella provincia di Pavia sita in chiesa, Chiesa della Certosa delle Grazie, Certosa di Pavia, viale Monumento, 4, prima cappella a destra
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto murale, complesso decorativo
soggettopie donne al sepolcro (parete destra), orazione di Cristo nell'orto di Getsemani e apparizione di Cristo risorto a Santa Maria Maddalena (parete frontale)
tipo schedaOA_3.00
codice univoco03 00702312 - 0
localizzazioneITALIA, Lombardia, PV, Certosa di Paviaviale Monumento, 4
contenitorechiesa, Chiesa della Certosa delle Grazie, Certosa di Pavia, viale Monumento, 4, prima cappella a destra
datazionesec. XVII ; 1684 - 1691 [bibliografia]
autoreLanzani Andrea (1650 ca./ 1712), Villa Francesco (/ 1572),
materia tecnicaintonaco/ pittura a fresco
misurecm, alt. 640, largh. 508, cm, alt. 640, largh. 508,
condizione giuridicaproprietà Stato, Demanio
dati analiticiNR (recupero pregresso)Personaggi: Pie donne. Figure: angeli. Allegorie-simboli: Veronica. Soggetti profani: Sibilla Cumana.; Personaggi: Cristo. Figure: angelo. Attributi: calice.; Personaggi: Cristo risorto; Santa Maria Maddalena.
notizie storico-criticheL'affresco della parete destra mostra le tre Marie che si recano al sepolcro, accolte dall'angelo annunciante la resurrezione di Cristo. L'episodio è inserito in un arioso paesaggio, vero ambiente in cui le figure sono immerse come suoi elementi. La scena è inquadrata da una notevole cornice architettonica. Nella parte superiore è posta una finta vetrata a due battenti. Sotto si apre l'arcata, profilata da una bordura classicheggiante con al centro un mascherone. Un gruppo di spericolati angioletti sospesi in aria regge il Sacro Lino, con la raffigurazione della Sindone. Più in basso a sinistra siede una figura femminile, da identificare nella Sibilla Cumana, come suggeritomi da A. Spiriti.||Le scene dipinte sulla parete frontale si integrano con il superstite affresco quattrocentesco bergognonesco rappresentante l'Adorazione di Gesù Bambino. Ai lati della finestra due putti stanno in bilico sopra la trabeazione dipinta. Quello di sinistra regge un nastro al quale è appeso il finto quadro con la raffigurazione del Noli me tangere, ispirata a un'opera di medesimo soggetto dipinta dal pittore cortonista Ciro Ferri, oggi al Kunsthistorisches Museum di Vienna (di questo dipinto vi è anche una copia nella Pinacoteca Civica di Pavia). Al di sotto, un trompe-l'oeil mostra una finta porta a cui è appoggiato uno spegni candele. Nello strombo della finestra sono dipinti monocromi con putti, mascheroni e simboli eucaristici quali il calice e un bacile d'acqua, allusione al sangue e all'acqua che sgorgarono dal costato di Cristo trafitto dalla lancia. Nel riquadro sotto la finestra è collocata la scena principale della parete con Cristo nell'orto degli ulivi, ambientata in un paesaggio naturale che digrada all'orizzonte. I riquadri figurati sono inseriti nelle cornici architettoniche attribuite a Francesco Villa, che tende a raccordare architettura finta e reale tramite volute, cornicioni e soprattutto l'espediente illusionistico della porta dipinta disposta simmetricamente rispetto a quella vera.||Gli affreschi del Lanzani mostrano l'influenza del maestro Luigi Scaramuccia e della pittura emiliana del Reni e del Lanfranco, ma anche della pittura romana del Maratta, dimostrando la sensibilità del pittore alle novità del barocchetto: ne sono sintomi premonitori la stesura leggera del colore, le figure classicheggianti e allungate, i toni chiari del rosa, del giallo, del verde, del violetto. I profili da cammeo delle pie donne a sinistra sono ispirati a un dipinto di Antonio Francesco Peruzzini con San Pio che libera un'ossessa, eseguito per il Collegio Ghislieri di Roma nel 1673. ||Riguardo alla cronologia dei dipinti, diverse sono state le opinioni degli studiosi. Alcuni li collocavano tra il 1687 e il 1891, supponendo che l'apprendistato del pittore a Roma fosse avvenuto appena prima del 1687. Anche il Pesenti (1968), che spiegava le suggestioni romane presenti negli affreschi attraverso il contatto del Lanzani con lo Scaramuccia, proponeva una datazione tra il 1684 e il 1691. Secondo una testimonianza documentaria, la morte del presunto autore delle quadrature, Francesco Villa, sarebbe avvenuta nel 1672, data questa che costituirebbe un termine ante quem per gli affreschi del Lanzani e determinerebbe la collocazione dell'intervento in Certosa nella fase giovanile, prima del viaggio a Roma. Di recente, A. Spiriti (2008) ha tuttavia riportato la datazione al 1484-1487, ponendo l'impresa a cavallo del secondo viaggio romano dell'artista.
definizionedipinto murale
regioneLombardia
provinciaPavia
comuneCertosa di Pavia
indirizzoviale Monumento, 4
altri codicisito
ente schedatoreS27
ente competenteS27
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Curti, Elisa; Funzionario responsabile: Lodi, Letizia
anno creazione2011
latitudine45.256213
longitudine9.146125

oppure puoi cercare...