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Opera d'arte paesaggio con animali a Agliè

L'opera d'arte paesaggio con animali - codice 01 00204091 si trova nel comune di Agliè nella provincia di Torino sita in castello, museo, Castello Ducale, NR (recupero pregresso), Secondo piano nobile: locale deposito, griglie
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bene culturaledipinto, opera isolata
soggettopaesaggio con animali
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00204091
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, AglièNR (recupero pregresso)
contenitorecastello, museo, Castello Ducale, NR (recupero pregresso), Secondo piano nobile: locale deposito, griglie
datazionesec. XVIII metà; 1740 (ca.) - 1760 (ca.) [analisi stilistica]
ambito culturaleambito piemontese (?)(analisi stilistica)
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurealt. 95, largh. 71.5,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiIl dipinto presenta una cornice in legno intagliato e dorato priva di elementi decorativi. Rappresenta due mucche e due capre nei pressi di uno stagno, in cui beve un cane da pastore sulla destra. Sullo sfondo si scorge un paesaggio collinare con al centro un ponte e gruppo di casolari.Animali: pecore; mucca; vitello; cane. Architetture. Vegetali. Paesaggi.
notizie storico-criticheIl dipinto presenta analogie stilistiche e tematiche con altri di formato ovale presenti nel castello, raggruppabili in due serie di dimensioni diverse, dei quali non è nota la committenza. Non sappiamo infatti se originariamente facessero parte delle collezioni della casa regnante, della famiglia San Martino d'Agliè o se siano stati acquistati e portati in questa sede in epoca relativamente recente. La loro collocazione storica in molti casi è ignota: di alcuni sappiamo soltanto che nel 1890 si trovavano nella "Villa ducale di Stresa", acquistata dalla duchessa Maria Elisabetta di Sassonia nel 1878 e ceduta nel 1913. Non si esclude che possano fare parte di un gruppo di 54 tele acquistate nel Canavese, a San Giorgio nel 1843 "dall'Intendente Boggio". In effetti l'inventario del 1842 "Parte seconda contenente la descrizione di tutti i mobili fissi ed infissi di proprietà di S. M. La Regina Maria Cristina" denuncia la presenza nel "n. 72 Camerone attiguo già serviente di stato per li Drammatici" dei "quadri che non hanno ancora una precisa destinazione, e sono n. 54 quadri tra grandi e piccoli acquistati a S. Giorgio cioè 3 Tre quadri grandi quadrilunghi con cornice dorata rappresentanti casolari e bestiami 2 Due altri più grandi ancora simili ai suddetti ma guasti e smontati, la cornice è pure dorata, ma trovasi in otto pezzi 2 Due altri grandi ovali rappresentanti Bestiame al pascolo 47 quadri piccoli con cornice nera". Negli inventari storici spesso questi dipinti, rappresentanti scene bucoliche con pastori e bestiame, vengono attribuiti in maniera generica alla scuola del Crivelli. La critica ottocentesca e buona parte di quella novecentesca del resto rinunciarono alla distinzione delle diverse mani di Angelo Maria e Giovanni Crivelli, assegnando tra le tematiche da loro trattate anche le scene agresti. In realtà nel corso della ricerca effettuata non si sono trovate opere documentate ai Crivelli con soggetti simili. Soltanto nella monografia di Arisi su Felice Boselli (Piacenza 20 aprile 1650- Parma 23 agosto 1732) sono pubblicate cinque tele in collezione privata piacentina confrontabili con le nostre, attribuite una a Boselli insieme a Giovanni Crivelli detto il Crivellino (Milano ?-1760) e le altre al pittore milanese. L'ipotesi di Arisi infatti prevedeva un lungo periodo di apprendistato del Crivellino nella bottega del maestro, tra il 1721 e il 1732, recentemente messa in discussione nel catalogo "Settecento lombardo" del 1991, a cura di R. Bossaglia e V. Terraroli, in cui si ritiene "strano che in un momento in cui la bottega di padre e figlio Crivelli doveva essere in piena attività e successo a Milano, uno dei due se ne stia distaccato e per un così lungo periodo" (p. 250). In questa sede si preferisce lasciare un'attribuzione generica ad "ambito piemontese?", dal momento che l'autore rivela una buona conoscenza della cultura figurativa lombarda ed in particolare, per quanto riguarda le tematiche agresti, alla produzione di Francesco Londonio (1723-1783), di cui però non si conoscono opere autografe in collezioni piemontesi, divulgata su vasta scala dalle incisioni.La tela, priva della sua cornice, non presenta i numeri d'inventario storici e pertanto non è stato possibile ricostruirne la catena inventariale.
altre attribuzioniCrivelli Giovanni detto il CrivellinoCrivelli Angelo Maria detto il Crivellone
bibliografiaArisi F.( 1973)
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneAgliè
indirizzoNR (recupero pregresso)
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Traversi P.; Funzionario responsabile: Ragusa E.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Rocco A. (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2002
anno modifica2006
latitudine45.366166
longitudine7.775800

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