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Opera d'arte nozze mistiche di Santa Caterina di Marco da Oggiono (1467-70 ca./ 1524), a Torino

L'opera d'arte nozze mistiche di Santa Caterina di Marco da Oggiono (1467-70 ca./ 1524), - codice 01 00351273 di Marco da Oggiono (1467-70 ca./ 1524), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
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bene culturaledipinto, opera isolata
soggettonozze mistiche di Santa Caterina
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00351273
localizzazioneITALIA, Piemonte, TO, Torinovia XX Settembre, 86
contenitorepalazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
datazionesec. XVI primo quarto; 1510 (ca) - 1520 (ca) [bibliografia; analisi stilistica]
autoreMarco da Oggiono (1467-70 ca./ 1524),
materia tecnicatavola/ pittura a tempera
misurecm, alt. 54, largh. 42,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiSul davanzale in marmo, in primo piano, si erge in piedi, sorretto dalla Vergine, il Bambino, il quale porge l'anello a santa Caterina.Soggetti sacri. Personaggi: Madonna; Gesù Bambino; Santa Caterina d'Alessandria. Attributi: (Santa Caterina d'Alessandria) anello; ruota.
notizie storico-criticheIl dipinto, documentato nell’inventario ducale del 1635 del Della Cornia come opera di Marco d’Oggiono, fu acquistato da Roberto d'Azeglio dal pittore e collezionista Angelo Boucheron ed entrò nella collezione della Regia Pinacoteca di Torino intorno al 1840 con l’attribuzione al Boltraffio. Baudi di Vesme e in seguito Noemi Gabrielli lo attribuirono a Nicola Appiani, lo “Pseudo-Boccaccino". Marcora nel 1976 riprende e ridiscute l’attribuzione a Marco d'Oggiono inserendo l’opera nel catalogo dell’artista lombardo tra quelle di attribuzione "meno certa"(C. Marcora, 1976, pp. 280-281, tav. 97). Il dipinto propone tuttavia alcuni modelli desunti da altre tele del pittore leonardesco databili al primo Cinquecento, come la Madonna con Bambino della Pinacoteca di Brera (inv. 953), la Vergine delle rocce della Pinacoteca del Castello Sforzesco (inv. 487), caratterizzata da "un aspetto bamboleggiante dei personaggi, ben lontano dallo spirito leonardesco", prodotto da Marco d'Oggiono e bottega (C. P. Marani, 1990, p. 141). Sono riscontrabili anche assonanze stilistiche e di impaginazione tra la figura del Bambino presente nella Sacra Famiglia in antico nella collezione del Barone Halden di Firenze (oggi ubicazione sconosciuta), e Gesù di profilo proteso a benedire il san Giuseppe accanto a lui (C. Marcora, 1976, pp. 242-243, tav. 79).
altra localizzazioneluogo di deposito: ITALIA, Piemonte, TO, Torino
bibliografiaCallery, J. M.( 1859)p. 163; [Vico, Giovanni]( 1866)p. 17; Jacobsen, Emil( 1897)p. 128; [Baudi di Vesme, Alessandro]( 1899)p. 58; [Baudi di Vesme, Alessandro]( 1909)p. 58; Pacchioni, Guglielmo( 1932)p. 11; Gabrielli, Noemi( 1959)p. 15; Gabrielli, Noemi( 1
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzovia XX Settembre, 86
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Piccinelli, Roberta; ; Funzionario responsabile: Referente scientifico: Gabrielli, EdithLanzoni, Alessandra
anno creazione2012
latitudine45.071707
longitudine7.678011

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