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Opera d'arte natura morta con strumenti musicali di Munari Cristoforo (1667/ 1720), a Firenze

L'opera d'arte natura morta con strumenti musicali di Munari Cristoforo (1667/ 1720), - codice 09 00196279 di Munari Cristoforo (1667/ 1720), si trova nel comune di Firenze, capoluogo dell'omonima provincia sita in monastero, già benedettino femminile, Monastero di S. Niccolò di Cafaggio ora Galleria dell'Accademia, via Ricasoli, 58/60, Galleria dell'Accademia
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bene culturaledipinto
soggettonatura morta con strumenti musicali
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00196279
localizzazioneToscana, FI, Firenzevia Ricasoli, 58/60
contenitoremonastero, già benedettino femminile, Monastero di S. Niccolò di Cafaggio ora Galleria dell'Accademia, via Ricasoli, 58/60, Galleria dell'Accademia
datazionesec. XVIII primo quarto; 1706 (ca) - 1715 (ca) [analisi stilistica]
autoreMunari Cristoforo (1667/ 1720),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurecm, alt. 175, largh. 147.5,
condizione giuridicadetenzione Stato, Gallerie fiorentine
dati analiticiTela con una cornice tinta nera e dorata a gola.Frutti: Natura Morta; Oggetti: Strumenti Musicali.
notizie storico-criticheIl quadro è stato pubblicato per la prima volta dal De Logu (1955 bibl.) con l'attribuzione Cristofano Monarico (sebbene l'articolo discuta le possibili letture della firma del pittore); successivamente il Roli (1964 bibl.) correggeva in Cristoforo Monari, forse sulla scia della letteratura del Briganti (Paragone n. 55 p. 4042; 1954) o dello stesso De Logu in Natura Morta Italiana, Bergamo 1962. Il dipinto presenta le due tazzine senza manici, una adagiata su di un fianco, l'altra diritta, che per la loro ricorrenza nella produzione del Munari possono essere considerate quasi una sua firma. Il vaso invetriato può ricordare per la sua forma non comune, qualche esempio di natura morta spagnola (p. es. J. de Espinoza, attivo nel 1640/70). La frutta risente invece di esempi romani (Lo Spadino, G. Salci) il che potrebbe far datare il quadro a poco dopo la dipartita del Munari da Roma (1706) per la Toscana. L'idea di Vanitas è ribadita dalla presenza di strumenti musicali e di una corda rotta (cfr. Filippo Piccinelli: Mondo Simbolico, Milano 1653, p. 527, capo III). Il dipinto figura negli inventari degli Uffizi dal 1890 (n°5139) senza riferimenti a quello del 1881 e con la attribuzione a Cristofano (toscanismo per Cristoforo) Manarico; non è stato mai esposto nelle Gallerie Fiorentine bensì a Parma (1964) e a Napoli, Zurigo, Rotterdam, 1964, (seppure con il numero d'inventario errato: 3139) Il 131 minio si riferisce all'inventario di Poggio Imperiale del 1860/ 61 mentre il n° 322 a quello della stessa villa del 1836: G.R. 3491 indica il restauro dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze (10II1964).
altra localizzazioneluogo di provenienza: Italia, Toscana, FI, Firenze; luogo di provenienza: Italia, Toscana, FI, Firenze; luogo di provenienza: Italia, Toscana, FI, Firenze
bibliografiaDelogu G.( 1955)p. 251; Gregori M.( 1964)p. 102; Marangoni M.( 1973); Christoforo Munari( 1964)pp. 62-63, n. 13; Vergine L.( 1964-1965)p. 64, n. 4
definizionedipinto
regioneToscana
provinciaFirenze
comuneFirenze
indirizzovia Ricasoli, 58/60
ente schedatoreS156
ente competenteS156
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Botto A.; Funzionario responsabile: Meloni S.
anno creazione1989
latitudine43.777035
longitudine11.258756

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