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Opera d'arte motivo decorativo a rosette di Benedetto da Maiano (1442/ 1497), a Firenze

L'opera d'arte motivo decorativo a rosette di Benedetto da Maiano (1442/ 1497), - codice 09 00293073 di Benedetto da Maiano (1442/ 1497), si trova nel comune di Firenze, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, comunale, Palazzo Vecchio o della Signoria, NR (recupero pregresso), Museo di Palazzo Vecchio, sala dei Dugento
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bene culturalesoffitto a cassettoni
soggettomotivo decorativo a rosette
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00293073
localizzazioneItalia, Toscana, FI, FirenzeNR (recupero pregresso)
contenitorepalazzo, comunale, Palazzo Vecchio o della Signoria, NR (recupero pregresso), Museo di Palazzo Vecchio, sala dei Dugento
datazionesec. XV ; 1472 (ca.) - 1476 (ca.) [documentazione]
autoreBenedetto da Maiano (1442/ 1497),
materia tecnicalegno/ intagliostucco/ pittura
misurem., largh. 17, lungh. 23.50,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale, Comune di Firenze
dati analiticiSoffitto scompartito a cassettoni.Decorazioni: modanature; rosoni; gigli; dentelli; ovoli; dardi; cherubini.
notizie storico-criticheUn primo stanziamento di denaro destinato a rimodernare la "Sala Grande del Consiglio", come allora veniva chiamata la Sala dei Dugento, risale al 20 aprile del 1469. La somma stabilita venne pero' subito stornata ad altre opere pubbliche di carattere militare. La delibera con la quale si decise l'inizio dei lavori risale dunque a qualche anno più tardi, precisamente al 12 giugno 1472. Altro denaro fu inoltre stanziato il 5 aprile 1474. I lavori prevedevano il rimodernamento e l'arredo della sala destinata al consiglio, situata al primo piano del nucleo trecentesco del palazzo, e la divisione in due ambienti destinati ad usi diversi, del grande vano corrispondente al secondo piano: la Sala delle Udienze e la Saletta, attuale Sala dei Gigli. Nella serie di documenti che testimonia l'intervento suddetto sono citati vari artisti ed artigiani che lavorarono ai "palchi di legname intagliato" approntati mediante arditi accorgimenti tecnici. Sono ricordati i fratelli Benedetto e Giuliano da Maiano, Francesco di Giovanni detto il Francione e i fratelli Marco, Domenico e Giuliano del Tasso appartenenti ad una celebre famiglia di legnaioli. Anche il Vasari annovera tra le opere di Benedetto, architetto e scultore, il progetto e la realizzazione del soffitto della Sala del Consiglio che fu il primo dei lavori commissionati ad essere eseguito. Evidentemente ispirato al motivo dei lacunari che ornano l'imbotte dell'Arco di Tito, si distingue dagli altri per la semplicità e la raffinatezza, e proprio per queste caratteristiche il Venturi lo considerò una delle opere più belle di Michelozzo. Per bilanciare la divisione in due ambienti del vano soprastante, ottenuta con un notevole artificio tecnico, il nuovo palco fu collocato dal Maiano ad una quota più bassa dell'originale soffitto portante trecentesco, tuttora in loco ma non visibile perchè completamente coperto, tanto che le finestre quadrate che davano luce alla volta della grande sala rimasero inutilizzate perchè chiuse fra i due soffitti.***.
altre attribuzioniMichelozzo
committenzaSignori e Collegi della Repubblica (1472)
bibliografiaLensi Orlandi G.( 1977)pp. 77-81; Allegri E./ Cecchi A.( 1980)pp. 392-393
definizionesoffitto a cassettoni
regioneToscana
provinciaFirenze
comuneFirenze
indirizzoNR (recupero pregresso)
ente schedatoreL. 41/1986
ente competenteS128
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Corti C.; Funzionario responsabile: Damiani G.; Trascrizione per informatizzazione: Reggioli C./ Orfanello T. (1998); Aggiornamento-revisione: Reggioli C. (1998), Referente scientifico: NR (recupero pregresso); Orfanello T. (1999), Ref
anno creazione1988
anno modifica1998; 1999; 2006
latitudine43.779926
longitudine11.245030

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