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Opera d'arte Madonna di Loreto di Campi Bernardino (1522 ca./ 1591), a Como

L'opera d'arte Madonna di Loreto di Campi Bernardino (1522 ca./ 1591), - codice 03 00178007 di Campi Bernardino (1522 ca./ 1591), si trova nel comune di Como, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, museo, Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi, via A. Diaz, 84, Pinacoteca
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto
soggettoMadonna di Loreto
tipo schedaOA_3.00
codice univoco03 00178007
localizzazioneItalia, Lombardia, CO, Comovia A. Diaz, 84
contenitorepalazzo, museo, Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi, via A. Diaz, 84, Pinacoteca
datazionesec. XVI ultimo quarto; 1575 - 1599 [analisi stilistica]
autoreCampi Bernardino (1522 ca./ 1591),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurealt. 109, largh. 95,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale, Comune di Como
dati analiticiSulle nubi compare la Madonna con Gesù Bambino, che appoggia i suoi piedini sul modello di una chiesa sorretta da angeli. In basso a sinistra un santo vescovo presenta l'offerente inginocchiato, mentre a destra sta S. Pietro Martire. Sullo sfondo si scorge una città con torri e campanili.Personaggi: Madonna di Loreto; Gesù Bambino; San Pietro Martire; santo vescovo. Figure: committente. Paesaggi. Attributi: (Madonna) casa di Loreto; (San Pietro Martire) palma del martirio; spada sul capo.
notizie storico-criticheIl dipinto presenta pesanti ridipinture e restauri dovuti probabilmente in parte a Giovan Battista Paleri che si segna in basso a destra; c'è da pensare che a lui spetti anche la trascrizione della firma e della dataoriginaria. Al di là della stesura greve e impacciata (un restauro potrebbe dire qualcosa di più in proposito) si intravvede senz'altro l'invenzione di Bernardino Campi, anche se è ipotizzabile l'intervento almeno parziale della bottega: sono caratteristici qui del Campi la tipologia dei volti, i modi un po' affettati e aggrazziati, le pose delle figure. Il gruppo della Madonna col Bambino ricalca quello eseguito da Gulio Campi nella pala di S. Sigismondo a Cremona, come pure da Giulio Campi discende l'idea del santo vescovo con il commitente (nella pala già a Soncino e ora a Brera, mutuata a sua volta dalla pala del Pordenone nel Duomo di Cremona), mentre l'impaginazione tipica delle pale di Bernardino degli stessi anni (ad esempio nella pala di Frescarolo del '74.Aggiornamento:L'originaria presenza di due Santi domenicani ha fatto ipotizzare la provenienza del dipinto dalla distrutta chiesa comasca di S. Giovanni in Pedemonte dove erano eretti due altari intitolati rispettivamente a S. Domenico e a S. Pietro Martire (Rizzini, 1989). Infatti, un intervento presumibilmente seicentesco trasformò la figura di S. Domenico in quella di un Santo Vescovo. In seguito alla soppressione del convento, la tela divenne proprietà di G. B. Bonola, il cui nome compariva sul vecchio telaio ("Di ragione e proprietà di Gio. Batt. Bonola qm Pietro 1818"). Successivamente passò alla fabbriceria di S. Agostino che la cedette al Museo Civico in cambio di un dipinto con la Madonna col Bambino e i SS. Francesco, Rocco e Sebastiano di Simone Peterzano (Rizzini, 1989). Il passaggio di proprietà, stabilito nel 1896, divenne definitivo nel 1903. Come già accennato, la figura del Santo Vescovo è il risultato di una ridipintura del preesistente S. Domenico effettuata con l'aggiunta del pallio, della mitria e di un pastorale al posto del giglio, mentre la firma di Bernardino Campi fu presumibilmente apposta da G. B. Paleari nel 1803. L'attribuzione dell'opera al pittore cremonese è, comunque, sostenuta dagli studiosi a partire da Giulio Bora (Bora, 1981) che ha rilevato le affinità iconografiche e tipologiche tra questo dipinto e altre opere di Bernardino, come la Madonna della Casa di Loreto alla Galleria Tadini di Lovere, datata 1572, la Vergine con Bambino, S. Gerolamo e S. Giovanni Battista nella parrocchiale di Frescarolo (1574) e quella con i SS. Stefano e Celso nella parrocchiale di Inverigo. Lo studioso, tra l'altro, ha osservato che il gruppo della Madonna con Gesù e il Santo Vescovo (già S. Domenico) derivano dalla pala di Giulio Campi nella chiesa di S. Sigismondo a Cremona.Bibliografia: N. 282 del Catalogo Opere Pittoriche del Comune di Como. Vecchi cataloghi: Sala XIV, n. 23.M. Rizzini, scheda in Il Seicento a Como. Dipinti dai Musei Civici e dal territorio, Como 1989 (catalogo mostra) p. 97.Mostre: Como, Salone S. Francesco, 10- 30 settembre 1977.
definizionedipinto
regioneLombardia
provinciaComo
comuneComo
indirizzovia A. Diaz, 84
ente schedatoreS27
ente competenteS27
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Bora G.; Funzionario responsabile: Maderna V.; Trascrizione per informatizzazione: ICCD/ DG BASAE/ Riccobono F. (2010); Aggiornamento-revisione: ICCD/ DG BASAE/ Riccobono F. (2010), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1980
anno modifica2010
latitudine44.309905
longitudine10.135848

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