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Opera d'arte Madonna dell'Umiltà, sSn Giovanni Battista, San Biagio e Santo re di Cristoforo di Bindaccio detto Malarba (notizie 1361-1407), a Montepulciano

L'opera d'arte Madonna dell'Umiltà, sSn Giovanni Battista, San Biagio e Santo re di Cristoforo di Bindaccio detto Malarba (notizie 1361-1407), - codice 09 00535180 di Cristoforo di Bindaccio detto Malarba (notizie 1361-1407), si trova nel comune di Montepulciano nella provincia di Siena sita in palazzo, Palazzo Neri-Orselli, via Ricci, n. 10, Museo Civico Pinacoteca Crociani, Pinacoteca, primo piano, sala 5
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bene culturaledipinto
soggettoMadonna dell'Umiltà, sSn Giovanni Battista, San Biagio e Santo re
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00535180
localizzazioneItalia, Toscana, SI, Montepulcianovia Ricci, n. 10
contenitorepalazzo, Palazzo Neri-Orselli, via Ricci, n. 10, Museo Civico Pinacoteca Crociani, Pinacoteca, primo piano, sala 5
datazionesec. XIV ; 1380 (ca.) - 1380 (ca.) [bibliografia]
autoreCristoforo di Bindaccio detto Malarba (notizie 1361-1407),
materia tecnicaoro/ punzonaturapastiglia/ doraturatavola/ pittura a tempera
misurealt. 74, largh. 38,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale, Comune di Montepulciano
dati analiticiNR (recupero pregresso)Personaggi: Madonna; Gesù Bambino; san Giovanni Battista; san Biagio; santo re. Attributi: (san Giovanni Battista) vessillo; (san Biagio) pettine da cardare; (santo re) corona; (santo re) globo; (santo re) scettro.
notizie storico-criticheLa tavoletta cuspidata costituisce un tipico esempio di reliquiario a tabella, con tredici ricettacoli tondi (un tempo ospitanti le reliquie dei santi), disposti lungo i bordi e intorno all'immagine dipinta della Madonna dell'Umiltà, accompagnata in basso dai santi Giovanni Battista, Biagio e san Ludovico da Tolosa o san Sigismondo. L'originaria destinazione dell'oggetto sembrerebbe confermata dalla presenza, nella parte bassa del retro della tavoletta, di due tracce indicanti il punto in cui dovevano essere applicati due sostegni che servivano probabilmente da base d'appoggio del reliquiario. Una fine decorazione geometrica con punzonature su fondo in lamina argentata riveste quasi per intero la parte retrostante del dipinto che presenta altresì tre timbri in ceralacca, uno dei quali reca lo stemma dei Lorena e la scritta "DOGANA DI SIENA". Un identico sigillo con l'arme dei Lorena è presente anche nella tavoletta raffigurante la "Madonna con Bambino in trono tra san Francesco d'Assisi e santo vescovo" esposta nella stessa sala. L'opera, che proviene dalla collezione privata del primicerio Francesco Crociani, è ricordata da Francesco Brogi e da lui assegnata ad anonimo senese del XIV secolo. Riferito da Cesare Brandi e da molti altri studiosi al raffinato gusto pittorico del senese Francesco di Vannuccio con datazione intorno al 1360, il reliquiario, secondo Laura Martini, sembra tuttavia rispondere allo stile popolaresco e fortemente espressionista della tarda attività di un maestro come Cristoforo di Bindoccio, attivo nella seconda metà del Trecento quale egli ci appare nella tavola devozionale con "Storie del Nuovo Testamento" della Pinacoteca Nazionale di Siena.
altra localizzazioneluogo di provenienza: Toscana, SI, Montepulciano; luogo di provenienza: Toscana, SI, Montepulciano
altre attribuzioniPetruccioli ColaFrancesco di Vannuccio
bibliografiaBrogi F.( 1897)p. 319; Catalogo museo( 1909)p. 9, n. 16; Brandi C.( 1931)pp. 42-47; Brandi C.( 1933)pp. 25, 31; Gotico Siena( 1982)p. 282; Museo Civico( 2000)pp. 60-61, 191, n. 14
definizionedipinto
regioneToscana
provinciaSiena
comuneMontepulciano
indirizzovia Ricci, n. 10
ente schedatoreS61
ente competenteS61
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Monaci Moran L.; Funzionario responsabile: Mangiavacchi M.; Trascrizione per informatizzazione: Perugini M. (2001); Aggiornamento-revisione: Perugini M. (2001), Referente scientifico: NR (recupero pregresso); ARTPAST (2006), Referente
anno creazione1989
anno modifica2001; 2006
latitudine43.093847
longitudine11.780949

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