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Opera d'arte Madonna con Bambino di Nellus (notizie prima metà sec. XIII), a Pisa

L'opera d'arte Madonna con Bambino di Nellus (notizie prima metà sec. XIII), - codice 09 00405621 di Nellus (notizie prima metà sec. XIII), si trova nel comune di Pisa, capoluogo dell'omonima provincia sita in monastero (ex), benedettino, Museo Nazionale di S. Matteo, Piazza San Matteo in Soarta, 1, Museo Nazionale di S. Matteo
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bene culturaledipinto, opera isolata
soggettoMadonna con Bambino
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00405621
localizzazioneItalia, Toscana, PI, PisaPiazza San Matteo in Soarta, 1
contenitoremonastero (ex), benedettino, Museo Nazionale di S. Matteo, Piazza San Matteo in Soarta, 1, Museo Nazionale di S. Matteo
datazionesec. XIII prima metà; 1200 (ca.) - 1249 (ca.) [bibliografia; analisi stilistica]
autoreNellus (notizie prima metà sec. XIII),
materia tecnicatavola/ pittura a tempera/ doratura
misurealt. 80.2, largh. 59.7,
condizione giuridicaproprietà Stato, Museo nazionale di San Matteo
dati analiticiLa tavola rettangolare costituiva probabilmente un'icona. La composizione è inquadrata da una cornice a basso rilievo, sul cui margine inferiore corre un'iscrizione frammentaria recante il nome del presunto autore. La Vergine è rappresentata a mezza figura, coperta di un velo color rosso vinaccia avvolto sopra la tunica blu e decorato da un bordo dorato tutto all'intorno del volto. La mano destra è protesa nel gesto dell'intercessione, mentre con il braccio sinistro regge il Bambino. Quest'ultimo è vestito di una veste di colore marrone (forse in origine decorata a crisografia), ha le gambe incrociate ad X, regge il rotulus nella sinistra e benedice con la destra. Ha capelli lisci con un'arricciatura intorno all'orecchio. Negli angoli superiori del riquadro compaiono le sigle greche.Personaggi: Madonna; Gesù bambino.
notizie storico-criticheAnticamente collocata nel convento di San Matteo, fu acquisita dal Museo Civico nel secolo scorso ed esposta nella seconda sala col n° 22. Fu sottoposta a un intervento di ripulitura nel 1925. Prima del restauro del 1962-63, l'opera si presentava fortemente ridipinta, in particolare sul velo della Vergine che era pesantemente offuscato da una tinta azzurra. Un nuovo intervento conservativo si è avuto nel 1985-86. Viene riprodotto lo schema iconografico bizantino della Vergine Hodighitria, in cui la Madre regge il Figlio sul braccio sinistro mentre gli rivolge con la destra un gesto d'intercessione. Il manto purpureo costituisce una variante del tipo più diffuso di colore blu, noto in particolare nella pittura cipriota tra il XII e il XIII secolo, che compare a Pisa anche nel caso della Madonna di sotto gli Organi nel Duomo. Come in altre tavole pisane del periodo che riproducono modelli orientali, alla Vergine è conferito un aspetto pensoso e triste, che allude al mistero del Sacrificio di Cristo. Il Bambino è rappresentato nella Sua natura divina ed è caratterizzato come Giudice universale. L'iscrizione sul margine inferiore della cornice è di controversa lettura per il suo stato frammentario; il nome del pittore, di cui si legge solamente la parte finale NELLUS, è stato integrato come ASINELLUS o ancora FARSINELLUS. L'autore è verosimilmente un artista pisano, formatosi alla luce della tradizione locale legata per più versi alla cultura pittorica umbro-romana dei secoli XII-XIII (rappresentata,ad esempio, dalla croce di San Frediano), che si propone di imitare in quest'opera l'aspetto di un'icona orientale, introducendovi tuttavia delle modifiche dovute all'incomprensione del modello. Nella resa del manto, ad esempio, il bordo dorato, anziché seguire l'andamento del lembo posto trasversalmente sul petto, circonda tutt'intorno il volto della Vergine; del pari, le nervature delle mani sono sottolineate e la tradizionale acconciatura a riccioli del Bambino è resa in modo sommario. Il nome dell'autore di quest'opera di chiara provenienza pisana si conosce dallafirma frammentaria che, prima di un recente restauro, si leggeva Nellus, in realtà Asinellus. La tavola fu riferita da Supino (1824) e Bellini Pietri (1906)a scuola pisana del XIII secolo. Garrison (1949) notò un'influenza lucchese e ipotizzò una datazione intorno al 1260-70, mentre Ragghianti (1955) propose d'identificare il pittore col Maestro della Croce delle Oblate, lucchese attivo a Firenze nellaprima metà del XIII secolo, identificazione che non è stata poi accolta. Secondo Carli Asinello è un pisano che si ricollega a Berlinghiero e che è ancora immune dall'ascendente di Giunta, e data l'opera verso la metà del 200. Caleca (1987) invece propende per una cronologia più precoce, tra il secondo e il terzo decennio del XIII secolo, ravvisando nell'opera una cultura affine a Berlinghiero, sottolineando i legami con la Bibbia di Calci e con prodotti umbro-romani, quali ad esempio la strato superioredella Croce dipinta della Chiesa di San Frediano in Pisa (non posteriore allafine del XII secolo).
bibliografiaCaleca A.( 1986-1987)I, p. 233; II, pp. 553-554; Carli E.( 1974)p. 38; Ragghianti C. L.( 1955)p. 8; Bellini Pietri A.( 1906)p. 69, n. 22; Garrison E. B.( 1949)p. 62, n. 109; Carli E.( 1958)p. 44; Carli E.( 1994)p. 14; Supino( 1894)p. 32, n. 22; Burresi M.
definizionedipinto
regioneToscana
provinciaPisa
comunePisa
indirizzoPiazza San Matteo in Soarta, 1
ente schedatoreS39
ente competenteS39
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Cerrai M.; Funzionario responsabile: Burresi M.; Trascrizione per informatizzazione: Giometti C. (2001); Aggiornamento-revisione: Bacci M. (2001), Referente scientifico: NR (recupero pregresso); Savettieri C. (2002), Referente scientif
anno creazione1996
anno modifica2001; 2002; 2007
latitudine43.714487
longitudine10.407340

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