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| bene culturale | dipinto, ciclo |
| soggetto | Madonna; Apostoli |
| tipo scheda | OA_3.00 |
| codice univoco | 08 00059031 |
| localizzazione | Italia, Emilia Romagna, BO, Bologna |
| datazione | secc. XII/ XIII fine/inizio; 1190 - 1210 [analisi stilistica; bibliografia] |
| ambito culturale | bottega emiliana(analisi stilistica; bibliografia) |
| materia tecnica | muratura/ pittura |
| condizione giuridica | proprietà Ente pubblico territoriale |
| dati analitici | Dell'originaria decorazione pittorica delle 15 nicchie che si aprono lungo i muri perimetrali del sacro edificio, si sono conservate sette figure di apostoli stanti, di altri due è rimasta solo parte del capo e di un terzo soppravvive un frammento della veste. E' di epoca successiva il Cristo benedicente affrescato nella prima nicchia a settentrione delle arcate cieche, mentre in quella al centro è appeso ad un chiodo il lacerto del volto della Madonna. I capitelli cubici posti a conclusione delle semicolonne che si alternano alle nicchie recano tracce di intonaco e tinteggiature, che proseguono sull'archivolto della nicchia e nell'intradosso dell'arco. Della schematica ornamentazione degli archi delle nicchie e dei sottarchi sono perventui sedici diversi motivi dipinti in rosso, giallo, marrone, verde e blu con tinteggiature bianche. Dipinto eseguito ad affresco.Personaggi: Madonna; Apostoli. |
| notizie storico-critiche | Il Masini fa preciso riferimento ai "nicchi" ricavati "dentro la rotondità del tempio", ove si vedevano dipinte le figure di Cristo, della Madonna e dei dodici apostoli prima che nel 1600 "in occasione di abbellire la chiesa", fossero chiusi e le pareti decorate dagli affreschi di Giovanni Battista Cremonini, lasciando in vista la sola nicchia con la "antica immagine della B.V. ritenuta miracolosa". Il Malvasia e l'Oretti riferirono quella superstite testimonianza al pittore Ursone, mentre lo Sgargi l'accostò agli affreschi con la Crocefissione e la salita di Cristo al Calvario, attualmente nel presbiterio della chiesa del Crocifisso in S.Stefano a Bologna. Negli anni '30 Zucchini ed il pittore Mazzanti operarono lo stacco degli affreschi del Cremonini e, rimossi i muri che occultavano le nicchie, riportarono alla luce la primitiva decorazione del sacro edificio. Menzionato dal Garrison, il ciclo della Madonna del Monte è "esempio di adattamento dell'elemento lineare di matrice bizantineggiante ad una forma forse più pregotica che tardo-romanica". Secondo Angiolini Martinelli, che lo assegna alla seconda metà del XII secolo, mentre potrebbe già risalire al XIII secolo per il Bertelli. |
| bibliografia | Masini A.P.( 1666)v.II, p.246; Malvasia C.C.( 1678)v.I, p.22; Malvasia C.C.( 1686)p.325; Sgargi L.A.( 1814)p. 16; Calzecchi Onesti C.( 1938)fasc. I, pp. 22-27; Zucchini G.( 1939); Garrison E.B.( 1949)p. 13; Nikolajevic J.( 1973)pp. 57-85; Varignana F.( 19 |
| definizione | dipinto |
| regione | Emilia Romagna |
| provincia | Bologna |
| comune | Bologna |
| ente schedatore | S08 |
| ente competente | S08 |
| autori della catalogazione | Compilatore scheda: Santini C.; Funzionario responsabile: D'Amico R.; Trascrizione per informatizzazione: Orsi O. (1998); Aggiornamento-revisione: ARTPAST (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso); |
| anno creazione | 1998 |
| anno modifica | 2006 |