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Opera d'arte leggenda di Sant'Orsola di Robusti Jacopo detto Tintoretto (1518/ 1594), a Venezia

L'opera d'arte leggenda di Sant'Orsola di Robusti Jacopo detto Tintoretto (1518/ 1594), - codice 05 00676980 di Robusti Jacopo detto Tintoretto (1518/ 1594), si trova nel comune di Venezia, capoluogo dell'omonima provincia
immagine - immagine non disponibile -
bene culturalepala d'altare, opera isolata
soggettoleggenda di Sant'Orsola
tipo schedaOA_3.00
codice univoco05 00676980
localizzazioneITALIA, Veneto, VE, Venezia
datazioneXVI meta'; 1554 (ca) - 1555 (ca) [bibliografia]
autoreRobusti Jacopo detto Tintoretto (1518/ 1594),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurecm, alt. 330, largh. 178,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale
dati analiticiSant'Orsola in primo piano affiancata alla sua destra da un papa (Ciriaco?) e a sinistra da un vescovo. alle sue spalle la fila delle 11.000 vergini. In alto l'angelo che reca la palma del martirio. Sullo sfondo le galee.Personaggi: Sant'Orsola. Attributi: palma del martirio. Figure: papa; vescovo; angelo; figure femminili. Oggetti: navi. Paesaggio: mare.
notizie storico-criticheProviene, come le altre due pale del Veronese e del Salviati, dalla chiesa degli Incurabili. Dopo le soppressioni napoleoniche, la pala venne portata a San Lazzaro, consegnata alla Direzione del Civico Ospedale di Venezia per ordinanza del 1° febbraio 1832. La datazione dell'opera è controversa: se Pallucchini-Rossi la considerano eseguita dal Tintoretto in epoca relativamente giovanile (1554-55), Aikema, sulla base della datazione dell'abbigliamento e delle acconciature, considerate da studiosi della materia risalenti al 1573-75, la posticipa a quegli anni. Inoltre la nuova chiesa degli Incurabili fu edificata dopo il 1566 ed è presumibile che anche le pale degli altari fossero eseguite dopo tale data. Anche l'iconografia è un unicum: Sant'Orsola è circondata da un papa, un vescovo e una figura femminile con corno ducale che personifica Venezia. Aikema ipotizza come spiegazione per tale rappresentazione un suo collegamento con la visita della futura santa Angela Merici a Venezia nel 1524, di ritorno da un viaggio in Terra Santa. La Merici fu ospitata dalla congregazione dei governatori e delle governatrici degli Incurabili. Il ricordo di tale visita durò a lungo, ravvivato negli ultimi decenni del Cinquecento, quando furono confermate le regole della Compagnia di Sant'Orsola. In quest'ottica, la pala, che mostra la santa protetta e venerata dalla Chiesa e da Venezia, diventa un omaggio ad Angela Merici, la "santa assistenziale" e protettrice delle convertite, che, prima di trasferirsi in un altro istituto alla Giudecca, erano alloggiate negli Incurabili.
bibliografiaSansovino F.( 1581)p. 97b; Boschini M.( 1664)p. 343; Zanetti A. M.( 1733)p. 328; Zanetti A. M.( 1771)p. 157; Zorzi A.( 1972)pp. 204-205 n. 6, 19; Pallucchini R./ Rossi P.( 1982)p. 169; Aikema B./ Meijers D.( 1989)pp. 143-144, 147 n. 59-61; Bresolin, Aurel
definizionepala d'altare
regioneVeneto
provinciaVenezia
comuneVenezia
ente schedatoreS162
ente competenteS162
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Pietropolli, Anna; Funzionario responsabile: Dossi, Maria Cristina
anno creazione2013

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