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Opera d'arte Isacco benedice Giacobbe di Loth Johann Carl (1632/ 1698), a Modena

L'opera d'arte Isacco benedice Giacobbe di Loth Johann Carl (1632/ 1698), - codice 08 00283189 di Loth Johann Carl (1632/ 1698), si trova nel comune di Modena, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, Palazzo Coccapani, Corso Vittorio Emanuele, 95, Galleria Estense, box, cassetto D7, lato destro
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto
soggettoIsacco benedice Giacobbe
tipo schedaOA_3.00
codice univoco08 00283189
localizzazioneItalia, Emilia Romagna, MO, ModenaCorso Vittorio Emanuele, 95
contenitorepalazzo, Palazzo Coccapani, Corso Vittorio Emanuele, 95, Galleria Estense, box, cassetto D7, lato destro
datazionesec. XVII ; 1660 - 1673 [analisi stilistica]
autoreLoth Johann Carl (1632/ 1698),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurealt. 104.5, largh. 83,
condizione giuridicaproprietà Stato, Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Modena e Reggio Emilia - Galleria Estense
dati analiticiNR (recupero pregresso)Personaggi: Isacco; Giacobbe; Rebecca. Interno.
notizie storico-criticheAcquistato da Francesco V d'Este, fu riferito al Ribera dal Castellani Tarabini (1854), dal Campori (1855) dal Venturi (1883), dal Ricci (1925) e dalla Zocca (1933). Pallucchini (1945) vi riconosceva a buon titolo l'espressione della cultura naturalistica veneta seicentesca, propendendo per l'attribuzione a Loth, già formulata dal Porcella, piuttosto che per quella al Langetti, proposta da Argan (cfr. Pallucchini 1945). Pubblicato da Ewald (1965) come opera della cerchia del Langetti, il dipinto è stato ascritto a Loth da G. Paolozzi Strozzi (in Galleria Estense 1993). La tela, tradizionalmente intitolata "Benedizione di Giacobbe" e che, invece, raffigura Isacco nell'atto di benedire Giacobbe alla presenza di Rebecca, trova confronti con la produzione artistica del pittore bavarese per il taglio delle figure in primissimo piano e per la tipolgia fisiognomica del vecchio, molto vicino al San Girolamo in raccolta privata a Stenberg (vedi Ewald 1965, fig. 269) e al Seneca del Bayerische Staatsgemaldesammlungen di Monaco. Il forte chiaroscuro e il marcato naturalismo nella resa dei "vecchi scarni", che aveva indotto Venturi a riconoscervi la mano del Ribera, datano il dipinto all'attività giovanile del pittore, appartenente alla "setta dei tenebrosi", prima della svolta verso le tinte schiarite della maturità.
altra localizzazioneluogo di provenienza: Emilia Romagna, MO, Modena
bibliografiaCastellani Tarabini F.( 1854)p. 108, n. 389; Campori G.( 1855)p. 406; Venturi A.( 1882)pp. 441-442; Ricci S.( 1925)pp. 160-162, n. 389; Zocca E.( 1933)p. 24; Pallucchini R.( 1945)p. 191, n. 447; Ewald G. von( 1965)p. 131, n. 641; Galleria Estense( 1993)p.
definizionedipinto
regioneEmilia Romagna
provinciaModena
comuneModena
indirizzoCorso Vittorio Emanuele, 95
ente schedatoreS28
ente competenteS28
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Tommaselli D.; Funzionario responsabile: Bernardini M.G.; Trascrizione per informatizzazione: Tommaselli D. (2003); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Tommaselli D. (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2003
anno modifica2006
latitudine44.650801
longitudine10.930868

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