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Opera d'arte Guanyin a Firenze

L'opera d'arte Guanyin - codice 09 00284211 si trova nel comune di Firenze, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, statale, Palazzo Pitti, Palazzo Pitti, P.zza Pitti, Museo degli Argenti, sala 1, vetrina 1
immagine - immagine non disponibile -
bene culturalestatuetta
soggettoGuanyin
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00284211
localizzazioneItalia, Toscana, FI, FirenzeP.zza Pitti
contenitorepalazzo, statale, Palazzo Pitti, Palazzo Pitti, P.zza Pitti, Museo degli Argenti, sala 1, vetrina 1
datazionesec. XVII ultimo quarto; 1675 (ca) - 1699 (ca) [analisi stilistica; analisi storica]
ambito culturalemanifattura cinese(analisi stilistica)
materia tecnicaporcellana dura/ pittura/ doratura
misurecm, alt. 14.5, largh. 7.5,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticin.p.Figure: donna; bambino. Oggetti: fiasca.
notizie storico-criticheLa statuetta fece probabilmente parte della collezione dell'Elettrice Palatina in Palazzo Pitti. La Guanyin, modellata in pasta di porcellana bianca, è qui raffigurata assisa su un trono roccioso, su un bracciolo del quale sta posata la piccola fiasca (kundikà) che la tradizione buddhista vuole contenesse il nettare celeste, asperso il quale i mali del mondo sarebbero stati alleviati; in braccio la divinità tiene un bambino, a testimoniare il suo spirito caritatevole che la vuole essere considerata dai fedeli protrettrice della maternità; ricopre il corpo una lunga veste fluente, e il capo un corto manto. I colori rosso e nero e la doratura a foglia sono stati applicati a freddo in Europa. E' questa una iconografia del bodhisatva Guanyin che si può far risalire al XVI secolo con l'arrivo dei gesuiti in Cina che assimilarono la divinita buddhista alla Vergine del cristianesimo. In precedenza Guanyin era raffigurato in diversi modi e con vari attributi, tra i quali predominano il fiore di loto, la fiaschetta d'acqua e l'immagine del Buddha Amitaba, suo padre spirituale. La trasformazione di Guanyin in una divinità dalle fattezze femminili è un fenomeno che si è svolto lentamente nel corso dei secoli a partire dalla dinastia Tang (618- 908 d.C.) con l'accentuarsi delle doti di misericordia e compassione che gli si attribuivano. Tali statuette sono già esportate in Europa nella seconda metà del Seicento: è accertata la loro presenza nella collezione di Burghley House a Stamford. Per la datazione si confronti con una statuetta simile nella collezione Hickley ora nel The Asian Civilisations Museum di Singapore. Nel corso di una esposizione presso Marchant & Son (Londra, 1994) è stata presentata una statuetta simile a questa rivestita di smalti policromi stesi a freddo. Riguardo alla policromia essa mostra affinità con quella che si trova su alcune statuette consevate nel padiglione cinese di Drottningholm, tutte in origine facenti parte della collezione di Hedvig Eleonora. Ancora affinità si riscontrano con la policromia delle statuette conservate a Copenaghen (cfr. F. Morena, 2005, p. 226).
altra localizzazioneluogo di provenienza: Italia, Toscana, FI, Firenze, FIRENZE
bibliografiaMorena F.( 2005)n. 150, p. 226
definizionestatuetta
regioneToscana
provinciaFirenze
comuneFirenze
indirizzoP.zza Pitti
ente schedatoreS156
ente competenteS156
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Zanone L.; Funzionario responsabile: Damiani G.; Trascrizione per informatizzazione: Querci R. (2014); Aggiornamento-revisione: Querci R. (2014), Referente scientifico: Sframeli M.;
anno creazione2002
anno modifica2014
latitudine43.765656
longitudine11.249350

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