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Opera d'arte figura maschile con copricapo esotico di Falconi Bernardo (notizie 1657-1696), a Torino

L'opera d'arte figura maschile con copricapo esotico di Falconi Bernardo (notizie 1657-1696), - codice 01 00168610 di Falconi Bernardo (notizie 1657-1696), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in villa, museo, Villa della Regina, Compendio di Villa della Regina, NR (recupero pregresso), Giardini, Giardino "dei fiori", Grotta del Re Selvaggio: nicchia centrale
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bene culturalestatua, elemento d'insieme
soggettofigura maschile con copricapo esotico
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00168610
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, TorinoNR (recupero pregresso)
contenitorevilla, museo, Villa della Regina, Compendio di Villa della Regina, NR (recupero pregresso), Giardini, Giardino "dei fiori", Grotta del Re Selvaggio: nicchia centrale
datazionesec. XVII seconda metà; 1650 - 1699 [documentazione; analisi stilistica]
autoreFalconi Bernardo (notizie 1657-1696),
materia tecnicamarmo verzino di Fabrosa/ scultura
misurealt. 178, largh. 80, prof. 50,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero delle Finane, in consegna alla Soprintendenza ai Beni Storici e Artistici del Piemonte
dati analiticiFigura maschile con barba fluente posto su alto basamento. Indossa un gonellino e un copricapo di foglie. La gamba destra è appoggiata ad un tronco; stringe una sfera nella mano destra e un bastone nella sinistra.Personaggi: figura maschile. Abbigliamento: gonnellino e copricapo di piume. Oggetti: sfera; bastone. Vegetali: tronco.
notizie storico-criticheLa statua rappresentante una figura maschile barbuta, con copricapo e gonnellino piumato, è ricordata da E. Olivero (La Villa della Regina a Torino, Torino 1942, p. 39) come "statua di un re selvaggio" (da cui è derivata la corrente denominazione del complesso), tra le "statue fracassate di efebi" disposte a destra e sinistra, insieme alle "due statue mutilate di matrone" (ora non più presenti). P. Cornaglia (SBAS TO 00168610) ne suggerisce la provenienza dall'apparato scultoreo del giardino della reggia di Venaria Reale, dove risulta attiva l'equipe dei luganesi Casella, Bernardino Quadri e Bernardo Falconi, smantellato nel corso del XVIII secolo e in parte trasferito nel 1776 a Villa della Regina (Id., Giardini di marmo ritrovati, Torino 1994, pp. 161-166). Che l'attuale collocazione della statua non corrisponda all'originaria si ricava da una significativa variante nell'allestimento dell'ambiente, registrata nel 1864 dal Testimoniale di Stato della Vigna della Regina ed annesso palazzo Chiablese (AST, Corte, Genio civile di Torino, versamento 1936, mazzo 17, n. 49), che descrive la grotta "tutta incrostata alla mosaica formante tre nicchie, quelle laterali chiuse da cancelli in ferro", soffermandosi soltanto sulla scultura della nicchia centrale: una "statua d'Appollo in marmo in cattivo essere su piedistallo pure in marmo", in seguito sostituita dalla cosidetta statua del Re Selvaggio (non è possibile al momento stabilire il periodo della variazione, sicuramente già avvenuta al tempo di E. Olivero, 1942, p. 39) - la statua presenta del resto profonde affinità stilistiche e iconografiche con la scultura seicentesca della quarta nicchia del settore sinistro nord dell'esedra nel cortile civile (Scheda SBAS TO 00168591), di cui sembra essere il pendant, indice di un precedente arredo scultoreo smembrato in epoca ora non precisabile. La grotta risale sicuramente al giardino seicentesco della villa poichè vi figura nella Veduta incisa per il Theatrum Sabaudiae, 1665-1666 (edito ad Amsterdam nel 1682), ma non è ancora certo se la realizzazione, l'impianto e la decorazione possa ascriversi al periodo di Maurizio di Savoia (1615-1657), o a quello di Ludovica di Savoia (1657-1677) (C. Roggero Bardelli, V. Defabiani, M. G. Vinardi, Ville Sabaude, Torino 1990, pp. 172-199, 188; C. Roggero Bardelli, in I giardini del "Principe", a cura di M. Macera, Torino 1994, p. 16; V. Defabiani, Torino. Grotte di villa della Regina, in V. Cazzato, M. Fagiolo, M.A. Giusti, Atlante delle grotte e dei ninfei in Italia. Italia settentrionale, Umbria e Marche, Milano 2002, pp. 121-123). Lungo la volta e le pareti, il ricco decoro a maciaferro, il mosaico di marmi bianchi e rosa e conchiglie madreperlacee mostrano un gusto affine, per materiali e tecnica, alle grotte della Fontana d'Ercole di Venaria Reale, decorate con "mursi" (da Chiomonte e dalla Val di Susa) e conchiglie (da Marsiglia e da Genova), 1670 ca., da Tommaso Bagutto, Camillo Bosso, Giovanni Battista Muttoni, Carlo Francesco Scala e Giovanni Gianolio, sotto la sovrintendenza di padre Taddeo da Marsiglia (P. Cornaglia, Venaria Reale. Grotte del Palazzo, in V. Cazzato, M. Fagiolo, M.A. Giusti, 2002, p. 138). Le cornucopie e le quattro sirene bifide e alate, sulla volta centrale, si agganciano iconograficamente alla statua della Sirena (n. 00168600) posta all'ingresso della villa, denunciando l'appartenenza allo stesso contesto culturale. La grotta è ricordata anche da G. E. Gianazzo di Pamparato nel 1891 (Il Principe Cardinale Maurizio di Savoia, Torino, p. 24): "Mosaici e grotteschi lavori vi si ammirano oggi ancora, specialmente al di sotto alla prospettiva di mezzo, la meglio conservata, dove riscontransi una graziosa grotta con fontana e inferiormente due altre".
bibliografiaCazzato V./ Fagiolo M./ Giusti M. A.( 2002)p. 138; Defabiani, in Cazzato V./ Fagiolo M./ Giusti M. A.( 2002)pp. 121-123; Roggero Bardelli C., in Macera M. (a cura di)( 1994)v. I p. 16; Cornaglia P.( 1994)pp. 161-166; Roggero Bardelli C./ Vinardi M. G./ D
definizionestatua
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzoNR (recupero pregresso)
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Cornaglia P.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Trascrizione per informatizzazione: Goria C. (2003); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Manchinu P. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1998
anno modifica2007
latitudine45.071707
longitudine7.678011

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