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Opera d'arte figura femminile con pesce a Torino

L'opera d'arte figura femminile con pesce - codice 01 00168598 si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in villa, museo, Villa della Regina, Compendio di Villa della Regina, NR (recupero pregresso), Giardini, Esedra, Muro di contenimento sud: nicchia n. 17
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bene culturalestatua, elemento d'insieme
soggettofigura femminile con pesce
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00168598
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, TorinoNR (recupero pregresso)
contenitorevilla, museo, Villa della Regina, Compendio di Villa della Regina, NR (recupero pregresso), Giardini, Esedra, Muro di contenimento sud: nicchia n. 17
datazionesec. XVII seconda metà; 1650 - 1699 [analisi stilistica]
ambito culturaleambito piemontese, esecutore(analisi stilistica)
materia tecnicamarmo bianco/ scultura
misurealt. 130, largh. 70, prof. 55,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiStatua di figura femminile, nuda, parzialmente seduta su un grosso pesce, di cui stringe tra le gambe la coda mentre con entrambe le mani divarica la bocca dell'animale.Figure: figura femminile. Animali: pesce.
notizie storico-criticheLa scultura è collocata su un alto basamento, nella settima nicchia del settore sud dell'Esedra, segmentato in venti nicchie trattate alla rustica, entro cui sono collocate altre nove statue (M. Bernardi, Tre Palazzi a Torino, Milano 1963, pp. 130-131; C. Roggero Bardelli, in I giardini del "Principe", a cura di M. Macera, 1994, I, p. 16; V. Defabiani, Torino. Grotte di villa della Regina, in V. Cazzato, M. Fagiolo, M.A. Giusti, Atlante delle grotte e dei ninfei in Italia. Italia settentrionale, Umbria e Marche, Milano 2002, p. 121). E. Olivero nel 1942 (La villa della Regina a Torino, Torino, p. 39) ricorda la statua di: "Leda col cigno" nelle nicchie che accoglievano alternatamente statue e vasi (questi ultimi mancanti già a quella data): le statue di marmo erano già allora "tutte sconciamente mutilate" e senza alcun valore artistico, "prodotti secondari delle botteghe di scultori nostrani; talune si ispirano a modelli classici; altre hanno senso umoristico e grottesco; comunque esse sono documenti caratteristici della volgare scultura piemontese dell'epoca". P. Cornaglia (SBAS TO, Scheda 00168598, 1998) propone di riconoscervi una "figura femminile con animale marino", con un grande pesce a squame ben rilevate e dalla coda tripartita, datandola alla seconda metà del Seicento e ponendola in relazione stilistica e iconografica con la divinità fluviale presente nella grotta di Nettuno del gran rondò (n. 00172265). Sempre secondo un' ipotesi di Cornaglia le statue dell'esedra potrebbero provenire dal parco scultoreo seicentesco di Venaria Reale: sulla base di una Relazione a Sua Maestà del 1776 che attesta il trasporto delle migliori statue provenienti dallo smantellato giardino di Venaria alla Villa della Regina (Id., Giardini di marmo ritrovati, Torino 1994, p. 161), lo studioso suggerisce infatti un legame fra l'opera in questione e le 63 sculture realizzate da Bernardo Falconi negli anni 1670-77 per la Fontana d'Ercole nel giardino di Venaria Reale (le statue richieste erano in parte in piedi ed in parte sedute in marmo di Roccavione, poi registrate alla consegna in marmo di Carrara e Frabosa). Non sono finora emersi altri dati per confermare tale ipotesi, mentre l'iconografia del complesso, varia e incerta, non sembra indicare un programma organico e coerente, indizio del fatto che l'attuale allestimento sia piuttosto il risultato di vari rimaneggiamenti (si consideri, ad esempio, la statua della quarta nicchia a nord raffigurante un giovane "selvaggio", sicuramente pendant del "re selvaggio" ora nella grotta sottostante il Belvedere, e non consentanea alle restanti statue dell'esedra; la statua in questione appare invece in stretto rapporto con le altre, soprattutto con le statue nn. 00168590, 168595 per il tipo di panneggio, la lavorazione della superficie, la foggia di abbigliamento, con la n. 00168594 per la presenza di identici calzari). È da notare che la realizzazione di "teatri" alla vigna è segnalata nel 1677 tra i "miglioramenti rilevanti" attuati dall'architetto Pietro Tosetto (A.S.T., Corte, Principi Morizio e Ludovica di Savoia, mazzo 3, Novo Inventaro dell'heredità del Ser. mo del Principe Maurizio, Inventaro legale dé beni mobili lasciati nell'eredità del principe Morizio di Savoia, 30 ottobre- 22 novembre 1677, ff. n.n.). Dalla veduta del 1665-66 per il Theatrum Sabaudiae (edito nel 1682) appare l'esedra aperta al centro (probabilmente già nel primo Seicento: V. Defabiani 2002, p. 121) priva di nicchie e statue. L'apertura delle nicchie e l'allestimento scultoreo può quindi collocarsi nel XVIII secolo, probabilmente da connettere alle trasformazioni attuate da Giovanni Pietro Baroni di Tavigliano o da Paolo Antonio Masazza di Valdandona, con riutilizzo di statue realizzate per il giardino o prelevate, secondo l'ipotesi di Cornaglia, da Venaria (la vasca quadrilobata con mascheroni segnati sul bordo, nel mezzo del teatro, potrebbe invece essere seicentesca per il rapporto con il bacino del rondò raffigurato nella veduta del Theatrum Sabaudiae). (prosegue in Oss.)
bibliografiaCazzato V./ Fagiolo M./ Giusti M. A.( 2002)pp. 71-72; Cornaglia P.( 1994)p. 161; Roggero Bardelli C., in Macera M. (a cura di)( 1994)v. I p. 16; Bernardi M.( 1963)pp. 130-131; Olivero E.( 1942)p. 39; Paroletti M.( 1819)pp. 71-72
definizionestatua
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzoNR (recupero pregresso)
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Cornaglia P.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Trascrizione per informatizzazione: Goria C. (2003); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Manchinu P. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1998
anno modifica2007
latitudine45.071707
longitudine7.678011

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