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Opera d'arte cena in Emmaus di Barbieri Giovan Francesco detto Guercino (1591/ 1666), a Arezzo

L'opera d'arte cena in Emmaus di Barbieri Giovan Francesco detto Guercino (1591/ 1666), - codice 09 00261697 di Barbieri Giovan Francesco detto Guercino (1591/ 1666), si trova nel comune di Arezzo, capoluogo dell'omonima provincia sita in casa, privata, Casa del Petrarca, Via dell'Orto, 28, pianterreno
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto, opera isolata
soggettocena in Emmaus
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00261697
localizzazioneItalia, Toscana, AR, ArezzoVia dell'Orto, 28
contenitorecasa, privata, Casa del Petrarca, Via dell'Orto, 28, pianterreno
datazionesec. XVII ; 1600 (ca.) - 1699 (ca.) [analisi stilistica]
autoreBarbieri Giovan Francesco detto Guercino (1591/ 1666),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurealt. 257, largh. 195,
condizione giuridicaproprietà Stato, Polo Museale Fiorentino
dati analiticiDipinto.Personaggi: Cristo. Figure: apostoli. Figure: oste. Animali: cane.
notizie storico-criticheIl dipinto, di proprietà delle Gallerie Fiorentine e in deposito presso l'Accademia Petrarca di Arezzo dal 1948, è segnalato come opera di Guercino in un inventario della Villa di Poggio a Caiano del 1698 ed è descritto anche nell'inventario mediceo per autore dei quadri in Palazzo Pitti redatto nei primi anni del settecento. Esso è citato anche tra i dipinti dell'eredità del Gran Principe Ferdinando elencati nel 1713 e alla fine del secolo veniva ammirato a Palazzo Pitti dall'autore dell'Anonima Descrizione della Toscana. Il dipinto non è in realtà autografo, ma è la copia di un'opera non auotgrafa di Guercino che si trova ora nella Pinacoteca di Cento, ma che in origine era nella chiesa della Santissima Trinità dei Cappuccini e che recentemente è stata attribuita a Lorenzo Gennari (1595-1665), uno dei collaboratori più vicini del Guercino. Già la Mezzetti in occasione della mostra Omaggio al Guercino rilevò nel dipinto elementi dello stile postromano del Guercino e della sua bottega negli anni 1626-1629 individuando un intervento del maestro nelle mani e nella testa del Cristo. Le fonti settecentesche indicano la tela di Cento come opera di Benedetto Gennari senior, mentre il Calvi e l'Algarotti pur concordando con il riferimento tradizionale ritengono di individuare nell'opera l'apporto del Guercino. Secondo il Bagni e il Gozzi nel dipinto di Cento è intervenuto insieme a Lorenzo Gennari anche Paolo Antonio Barbieri e il quadro è stato ispirato da alcuni disegni del Guercino tra cui quello conservato alla Staatsgalerie di Stoccarda. Il fatto che nel seicento si facesse una copia di un'opera non autografa, venduta come autografa a Ferdinando de' Medici, fa supporre l'esistenza di un quadro di uguale soggetto eseguito da Guercino, che come altri non è ricordato nelle fonti e che è andato scomparso. In entrambe le copie il Cristo presenta notevoli affinità stilistiche con figure analoghe di altri dipinti autografi del Guercino, come ad esempio la tela "San Pietro che riceve le chiavi da Cristo" del 1618.
altra localizzazioneluogo di deposito: Toscana, FI, Firenze, FIRENZE
definizionedipinto
regioneToscana
provinciaArezzo
comuneArezzo
indirizzoVia dell'Orto, 28
ente schedatoreS04
ente competenteS04
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Fornasari L. E.; Funzionario responsabile: Casciu S.; Trascrizione per informatizzazione: ARTPAST/ Fani M. (2006); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Fani M. (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1992
anno modifica2006
latitudine43.466019
longitudine11.883786

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