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Opera d'arte busto ritratto di Pietro Antonio Albertazzi di Rondoni Alessandro (1841/ post 1898), a Novara

L'opera d'arte busto ritratto di Pietro Antonio Albertazzi di Rondoni Alessandro (1841/ post 1898), - codice 01 00026970 di Rondoni Alessandro (1841/ post 1898), si trova nel comune di Novara, capoluogo dell'omonima provincia
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledecorazione plastica, opera isolata
soggettobusto ritratto di Pietro Antonio Albertazzi
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00026970
localizzazioneItalia, Piemonte, NO, Novara
datazionesec. XIX terzo quarto; 1862 - 1862 [analisi stilistica]
autoreRondoni Alessandro (1841/ post 1898),
materia tecnicamarmo bianco di Carrara/ scultura/ modanatura/ sagomatura
misurealt. 73, largh. 73,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale
dati analiticiFra le due lesene che sottolineano la scansione delle campatelle è posto il medaglione circolare con cornice, su cui è posta l'iscrizione, sottolineata da due modanature. Al centro è posto il busto del personaggio, volto a sinistra, che indossa un abito chiuso da bottoni e decorato da un colletto piatto.Soggetti profani. Personaggi: Pietro Antonio Albertazzi. Abbigliamento.
notizie storico-criticheIl medagline raffigura l'effige del testatore P. A. Albertazzi, Causidico, il quale istituì il Pio luogo suo erede universale per i beni posseduti nel territorio di Vogone, Prata, Rumianca e Trontano, per una rendita annua di lire 750 imperiali. Questi beni furono lasciati dal testatore a favore degli Espositi. La scultura fa parte della decorazione del cortile d'onore, progettato dall'architetto Soliva nel 1628. Sistemazioni successive a questa parte della fabbrica sono eseguite nel 1834 dall'Ing. Stefano Ignazio Melchini. La decorazione marmorea si colloca perciò posteriormente a questa data e si potrae fino a tempi molto recenti, secondo le indicazioni deliberate dal Consiglio di Amministrazione dell'Ospedale e modificate colla delibera del 11 agosto 1888. Il primo gruppo di bassorilievi, nei quali si riscontra omogeneità di caratteri plastici, uniformità d'incisine, unicità nella disposizione e sequenza cronologica, è atrtibuibile allo scultore Alessandro Rondoni che data e appone la sua firma in due medaglini. La presenza in Novara di opere di tale artista è da rintracciarsi in parte nei legami con il territorio di nascita e in parte nel carattre classicistico che la scultura movarese evidenziava nelle realizzazioni di Argenti e di Girola (medaglie di casa Milanesi, sculture sul fronte del Corpo di Guardia, Propilei, Portico Nuovo, Piazza del Teatro, otto statue per il Nuovo Mercato; cfr. La spigolatrice novarese, Novara 1840, pp. 133-137). Il Rondoni, in contatto a Roma con Vela, unisce ai caratteri aulici e accademici della ritrattistica, che ancora emergono dall'impostazione di queste sculture, un più evidente interesse veristico, di identificazione dei tipi non solo caratterizzati socialmente, ma anche come individui, forse raccogliendo le esperienze torinesi del Barnero (Busti del Regio Ospizio di Carità di Torino) e del Lavy. (Sui busti si veda F. A. BIANCHINI, Le cose rimarchevoli della città di Novara, Novara 1828, p. 126; G. B. MORANDI, S. FERRARA, L'Ospedale Maggiore della Carità di Novara - memorie storiche, Novara 1907, pp. 61-62, 70).
bibliografiaBianchini F. A.( 1828)p. 126; La spigolatrice novarese( 1840)pp. 133-137; Morandi G. B./ Ferrara S.( 1907)pp. 61-61, 70
definizionedecorazione plastica
regionePiemonte
provinciaNovara
comuneNovara
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Mongiat E.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Trascrizione per informatizzazione: ARTPAST/ Bovenzi G. L. (2006); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Bovenzi G. L. (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1981
anno modifica2006

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