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Opera d'arte Atlante sostiene il globo terrestre a Pesaro

L'opera d'arte Atlante sostiene il globo terrestre - codice 11 00205570 si trova nel comune di Pesaro nella provincia di Pesaro Urbino sita in palazzo, Palazzo Toschi Mosca, p.zza Toschi Mosca, 29, Musei Civici, depositi
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bene culturalestatuetta
soggettoAtlante sostiene il globo terrestre
tipo schedaOA_3.00
codice univoco11 00205570
localizzazioneItalia, Marche, PU, Pesarop.zza Toschi Mosca, 29
contenitorepalazzo, Palazzo Toschi Mosca, p.zza Toschi Mosca, 29, Musei Civici, depositi
datazionesec. XIX primo quarto; 1800 - 1824 [analisi stilistica]
ambito culturalebottega romana(analisi stilistica)
materia tecnicabronzo/ patinaturaargentomarmo biancomarmo giallo antico
misurealt. 39, largh. 12, prof. 12,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale, Comune di Pesaro
dati analiticiSi tratta di una statuetta portalume.NR (recupero pregresso)
notizie storico-criticheLa piccola scultura in bronzo, raffigurante Atlante nell'atto di sorreggere il mondo, doveva costituire una raffinata lucerna, poichè la sfera argentea da cui pendono due catenelle, una delle quali con forchettina, si apre in due valve consentendo l'inserimento di petrolio. Enrico Colle, nella relazione del 1995 in deposito presso i Musei Civici di Pesaro, include l'oggetto tra le opere d'arte applicata collezionate da Vittoria Mosca, anche se, allo stato attuale, non è stata rintracciata specifica menzione del pezzo nell'inventario Turrini del 1934 che descrive i beni della marchesa confluiti nel Museo di Arte Industriale fondato nel 1888 per sua volontà testamentaria. Come spiega lo studioso in una pubblicazione più tarda (2001) le riduzioni in bronzo di sculture del mondo classico potevano diventare opere a sé stanti, destinate a guarnire mense, caminetti oppure a fungere da struttura portante di orologi e candelieri. Il tema del dio Atlante e del telamone è molto familiare alla produzione artistica neoclassica, in particolare a Roma, dove il prototipo archeologico era rappresentato dai cosidetti `facchini di Villa Albani` che erano stati riutilizzati per reggere una tazza litica. Essi infatti ritornano in alcune pendole disegnate da Giuseppe Valadier a cavallo tra il Settecento e l'Ottocento e in altri bronzetti decorativi dell'epoca, come quello francese messo all'asta da Semenzato nel 1999, dove è lo stesso globo ad essere trasformato in orologio. Un altro esemplare pubblicato nel catalogo d'asta Finarte del 2003 è una lucerna pressochè identica alla nostra, sia nella posa e nell'anatomia dell'Atlante, che nell'elegante accostamento cromatico del bronzo con l'argento. Esso è attribuito all'orafo Filippo Pacetti, attivo a Roma dal 1809 al 1857. Dunque anche la lucerna pesarese può essere assegnata allo stesso ambito artistico, come già supposto nella relazione di Colle, dove si proponeva tuttavia un'attribuzione al bronzista romano Luigi Righetti.
bibliografiaImportanti mobili( [1999])n. 85; Colle E./ Griseri A./ Valeriani R.( 2001)pp. 224-225 n. 63; Antichi arredi( [2003])n. 421
definizionestatuetta
regioneMarche
provinciaPesaro Urbino
comunePesaro
indirizzop.zza Toschi Mosca, 29
ente schedatoreS70
ente competenteS70
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Genova M.; Funzionario responsabile: Costanzi C.; Aggiornamento-revisione: Eusebi C. (2003), Referente scientifico: NR (recupero pregresso); ARTPAST/ Vitali R. (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2003
anno modifica2003; 2006
latitudine43.911161
longitudine12.913268

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