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Opera d'arte aquila coronata a Torino

L'opera d'arte aquila coronata - codice 01 00210416 si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia
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bene culturaleseggiolone, serie
soggettoaquila coronata
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00210416
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, Torino
datazionesec. XIX ultimo quarto; 1875 - 1899 [analisi stilistica; documentazione bibliografia]
ambito culturaleproduzione Italia settentrionale(analisi stilistica; bibliografia; documentazione)
materia tecnicalegno di noce/ intaglio/ verniciaturalegno/ verniciatura/ doraturatessuto/ operato
misurealt. 155, largh. 69.5, prof. 69.5,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale
dati analiticiSchienale e seduta imbottiti e rivestiti con tessuto non originale operato con motivo a fiamme, ad imitazione di tappezzeria a punto unghero, a colori pastello. Schienale di forma rettangolare diritto sormontato da finalini alla sommità delle guide laterali del dorsale in legno scolpito a forma di aquila araldica accucciata e sormontata da corona. Braccioli lisci con montanti con decoro a foglia intagliata e dorata. Quattro sostegni, uniti, lateralmente da piede a pattino terminante, anteriormente, con motivo a foglia intagliata e posteriormente con voluta. I due sostegni posteriori sono diritti con sezione quadrangolare, quelli anteriori, torniti, sono a colonnetta.Animali fantastici: aquila araldica. Attributi: (aquila) corona.
notizie storico-criticheIl gruppo di seggioloni fa parte della serie di arredi che vennero acquistati, con delibera del luglio 1940, dalla Provincia di Torino a seguito dell'acquisizione di Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, fino a tale data proprietà di Casa Savoia-Aosta. Nella lista topografica la tipologia "seggiolone con braccioli" ricorre per almeno dieci esemplari, collocati, rispettivamente, nella "Camera del fumo", nella "Sala da ricevimento", nella "Sala d'aspetto" e valutati l'uno L. 800. Si tratta di alcuni tra i pochi arredi che, non andarono venduti durante le numerose tornate d'asta che nella prima metà del Novecento portarono alla dispersione della mobilia originale del palazzo, benché non più collocati nell'ambientazione originale come dimostrato da alcune fotografie d'epoca, pubblicate nel catalogo d'asta edito nel 1932 dalla Galleria Dante Giacomini, Catalogo delle collezioni private d'arte appartenute a S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia Duca d'Aosta, Galleria Dante Giacomini, Roma, 1932, tav. I. La serie di seggioloni, con precisa connotazione araldica nelle aquile poste alla sommità degli schienali, infatti, fa parte della serie di arredi commissionati dal duca en suite con la decorazione in stile neorinascimentale da lui voluta che trasformò il volto del palazzo settecentesco. In alternativa alla preferenza accordata alla cultura figurativa del XV/XVI secolo, compaiono, spesso, specie per mobili destinati a sale da pranzo o biblioteche, secondo una precisa codificazione tardo ottocentesca, imitazioni di elementi di arredo risalenti alla seconda metà del Seicento, che si inseriscono nell'ambito della caratteristica inclianazione della cultura ottocentesca al recupero degli stili storici, spesso connessi, nelle varie aree regionali, al richiamo di un passato glorioso. La tipologia dei seggioloni in esame, infatti, rimanda proprio ad esemplari documentati in particolare in Toscana, ad esempio si vedano i seggioloni della chiesa di Santa Felicita di Firenze (A. M. Massinelli, Il mobile toscano, Milano, 1993, p. 166, n. LVII) ma diffusi anche in Italia settentrionale alla metà del Seicento, si veda un esemplare consevato presso il museo del Castello Sforzesco di Milano, E. Colle, Museo d'Arti applicate, mobili e intagli lignei, Milano, 1996, pp. 227-228, n. 329. Pur non essendo state reperite precise note di pagamento che documentino la commissione degli arredi, coordinati, naturalmente, anche ad esemplari reperiti sul mercato antiquario, è noto da una guida commerciale della città di Torino che due studi fossero interessati, in quegli anni, da committenze da parte di Casa Savoia-Aosta, ovvero, quello di Carlo Albertoni e quello di Giuseppe Anguissola; inoltre, da un annuncio pubblicitario dei fratelli Mora di Milano risulta che anche i famosi mobilieri lombardi fossero tra i fornitori della famiglia ducale, Augusta Taurinorum. Torino illustrata nelle sue cose e nei suoi cittadini, Torino s.d. [ma 1902], pp. 256-258; E. Colle, Museo d'Arti applicate, mobili e intagli lignei, Milano, 1996, pp. 26-28. Si osservi, che in una fotografia precedente al 1988 i seggioloni presentavano un rivestimento in tessuto operato imitante un damasco di seta, con motivo decorativo ad ampio modulo formato maglia costituita da foglie e fiori entro la quale è posto un trionfo vegetale. Sia nello schienale che nella seduta il rivestimento era profilato da gallone e la seduta presentava anche delle frange. Il tessuto, pur non originale, appariva assai più vicino a quelli illustrati dalle fotografie del catalogo d'asta del 1932.
bibliografiaAugusta Taurinorum( 1902)pp. 256-258; Catalogo delle collezioni( 1932); Massinelli A. M.( 1993)p. 166, n. LVII; Colle E.( 1996)pp. 26-28, pp. 227-228, n. 329
definizioneseggiolone
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
ente schedatoreTO
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Facchin L.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Rocco A. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2003
anno modifica2007

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