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Opera d'arte apparizione di Cristo risorto a Santa Maria Maddalena di Andrea del Sarto (1486/ 1530), a Firenze

L'opera d'arte apparizione di Cristo risorto a Santa Maria Maddalena di Andrea del Sarto (1486/ 1530), - codice 09 00290329 di Andrea del Sarto (1486/ 1530), si trova nel comune di Firenze, capoluogo dell'omonima provincia sita in monastero, vallombrosano, Monastero di S. Michele a S. Salvi, Chiesa e monastero di S. Michele a S. Salvi, via di S. Salvi, 43, Museo del Cenacolo di Andrea del Sarto, refettorio
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bene culturaledipinto
soggettoapparizione di Cristo risorto a Santa Maria Maddalena
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00290329
localizzazioneItalia, Toscana, FI, Firenzevia di S. Salvi, 43
contenitoremonastero, vallombrosano, Monastero di S. Michele a S. Salvi, Chiesa e monastero di S. Michele a S. Salvi, via di S. Salvi, 43, Museo del Cenacolo di Andrea del Sarto, refettorio
datazionesec. XVI ; 1509 (ca.) - 1510 (ca.) [bibliografia]
autoreAndrea del Sarto (1486/ 1530),
materia tecnicatavola/ pittura a olio
misurealt. 176, largh. 155,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiNR (recupero pregresso)Soggetti sacri. Personaggi: Cristo; Maria Maddalena. Abbigliamento: contemporaneo; all'antica. Figure maschili: uomini; frati. Paesaggi: cielo; montagne; fiume; colline; giardino; boscaglie. Architetture: convento (?); ponte; muretto. Vegetali: alberi; palma. Oggetti: staccionata.
notizie storico-criticheIl dipinto e' ricordato dall'Anonimo Magliabecchiano e dal Vasari come eseguito per la chiesa del convento agostiniano fuori Porta San Gallo. Dopo la demolizione della chiesa nel 1531, la tavola, insieme ad altri importanti opere, fu trasferita nella chiesa di S. Jacopo tra i Fossi, e collocata nella cappella Morelli. E' probabile che Leonardo Morelli fosse il committente della tavola dal momento che un breve apostolico del 9 aprile 1532 confermava ai padri agostiniani trasferiti in Sant'Jacopo tra i Fossi "tutte le Cappelarie, ch'erano nella Chiesa di San Gallo". La pala rimase nella cappella fino al 1849, per poi passare nelle case dei Morelli fino al 1875, quando entro' agli Uffizi. La critica e' concorde nel considerare il dipinto un'opera giovanile, databile al 1510, come dimostra il legame evidente con la tradizione fiorentina rappresentata dall'Albertinelli e Fra Bartolomeo. Come dice il Vasari il dipinto valse probabilmente al pittore la commissione di altre due tavole per il convento agostiniano fuori porta San Gallo, oggi alla Palatina, l'Annunciazione (NAC 5127) e la Trinita' (NAC 5149).
bibliografiaVasari G.( 1878-1885)v. V, pp. 9-10; Richa G.( 1754-1762)v. I, p. 271; Freedberg S. J.( 1963)v. I, pp. 11-13; v. II, pp. 20-21; Shearman J.( 1965)pp. 16, 24, 203; Padovani S./ Meloni Trkulja S.( 1982)p. 49
definizionedipinto
regioneToscana
provinciaFirenze
comuneFirenze
indirizzovia di S. Salvi, 43
ente schedatoreL. 41/1986
ente competenteS417
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Romagnoli G.; Funzionario responsabile: Damiani G.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Bellini F. (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1989
anno modifica2006
latitudine43.803968
longitudine11.275909

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