Invernomuto.net

Ho realizzato questo sito per rendere disponibile alla consultazione questa mole enorme di dati altrimenti difficilmente consultabili :)

Opera d'arte anatre di Massa Pietro (notizie 1721-1760), Juvarra Filippo (1678/ 1736), a Torino

L'opera d'arte anatre di Massa Pietro (notizie 1721-1760), Juvarra Filippo (1678/ 1736), - codice 01 00211068 - 4 di Massa Pietro (notizie 1721-1760), Juvarra Filippo (1678/ 1736), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in villa, museo, Villa della Regina, Compendio di Villa della Regina, NR (recupero pregresso), Piano primo, Appartamento di S.M., Gabinetto verso mezza notte, e Ponente alla China - 25: parete ovest
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaleelemento decorativo, elemento d'insieme, pannello a destra della specchiera
soggettoanatre
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00211068 - 4
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, TorinoNR (recupero pregresso)
contenitorevilla, museo, Villa della Regina, Compendio di Villa della Regina, NR (recupero pregresso), Piano primo, Appartamento di S.M., Gabinetto verso mezza notte, e Ponente alla China - 25: parete ovest
datazionesec. XVIII ; 1732 - 1735 [bibliografia]
autoreMassa Pietro (notizie 1721-1760), Juvarra Filippo (1678/ 1736),
materia tecnicalegno di noce massello/ intagliolegno di pioppo/ intagliolegno di ciliegio/ lastronaturalegno/ pittura
misurealt. 46, largh. 61,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiPannello di zoccolo mistilineo con cornice dorataVegetali: canna di bambù; tronchi; roccia. Animali: tre anatre.
notizie storico-criticheLo zoccolo comprendeva in origine dodici pannelli, uno dei quali oggi risulta mancante a causa di un furto compiuto nel 1979, che ha sottratto alla boiserie anche due dei pannelli più grandi nella fascia superiore. Uno dei pannelli inoltre, costituisce la parte inferiore di una porta "segreta", collocata nella parete sud. Gli inventari settecenteschi, a partire da quello datato 1755 (A. Griseri, Un inventario per l'esotismo. Villa della Regina 1755, Torino 1988, p. 26] non riportano alcuna indicazione circa il rivestimento parietale che caratterizza il Gabinetto 25. La prima descrizione analitica della boiserie risale alla ricognizione del 1812, che illustra anche la decorazione della volta riferita al pittore "Pierre Wartz", al quale sono attribuiti anche tre piccoli tavolini "adattati alla muraglia" con piano verniciato a figure e ornamenti di gusto cinese, ora mancanti. La ricognizione del 1845 conferma questa attribuzione e descrive puntualmente la boiserie e le "tre console piccole barocche con soli due piedi caduna e traversa inferiore a conchiglia intagliata, finemente intagliate e dorate col piano superiore dipinto alla Chinese a colori diversi avente caduna di esse un piccolo tiratojo con serratura e chiave" e "medaglioni al centro", come precisa il successivo inventario senza data che le stima 360 lire. Nel Testimoniale di Stato del 1864 sono sinteticamente ricordati anche gli scuri delle finestre già citati nel 1845, "a panelli con basso fondo contornato da membratura dorata". Con il passaggio al secolo successivo Olivero [E. Olivero, La Villa della Regina in Torino, Torino 1942, pp. 28-29] descrive le pareti "rivestite da specchiere e da riquadri lignei dipinti alla chinese, per la maggior parte imitazione nostrana di vecchia lacca", abbinati a "delicate cornici dorate del Settecento, secondo il gusto del conte Baroni". Nelle "riquadrature su fondo giallo" descrive "paesaggi cinesi con [...] alberi e case, a colori varii con filamenti d'oro" e figure "in leggero rilievo". Nello zoccolo "a contorno barocco" sono invece dipinti "aironi ed altri uccelli acquatici". Secondo l'autore "l'arte decorativa di questo gabinetto, tutta oro e colori" rivela "l'arte delicata del conte Baroni e per la pittura, quello del Minei e del Massa", risalendo "allo scorcio del regno di Vittorio Amedeo II e pel finimento al regno del successore".Cristina Mossetti ha recentemente osservato come il ""gusto alla china" trionfa a Villa della Regina nella ridefinizione del suo allestimento negli anni Trenta del Settecento". Iconografie e tecniche "alla China" rinnovano la Villa "nel decennio che vede succedere sul trono sabaudo due regine: Polissena d'Assia ed Elisabetta Teresa di Lorena, sposate da Carlo Emanuele III rispettivamente nel 1724, alla morte della prima moglie Cristina, e nel 1737". L'intervento di rimodernazione è il frutto di una progettazione direttamente in mano a Juvarra, coadiuvato dall'arch. Baroni di Tavigliano [C. Mossetti, I Gabinetti di Villa della Regina. Modelli e confronti, in L. Caterina-C. Mossetti, a cura di, op. cit., Torino 2005, pp. 123-152]. I confronti stilistici, confermati dal ritrovamento delle iniziali "PM", sono con i lavori di Pietro Massa (pannelli del Pregadio di Palazzo Reale pagati nel 1732; zoccolo della Galleria degli Archivi particolari, poi detta delle Battaglie, pagato nel 1744; Gabinetto cinese di Palazzo Graneri ora a Berlino) [Idem, p. 135].L'arredo mobile settecentesco risulta a oggi completamente disperso.
bibliografiaCaterina L./ Mossetti C.( 2005)pp. 123-152; Mossetti C., a cura di( 1997)pp. 31, 147-149; Griseri Ang.( 1988)p. 26; Olivero E.( 1942)pp. 28-29
definizioneelemento decorativo
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzoNR (recupero pregresso)
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Manchinu P.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Manchinu P. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2007
anno modifica2007
latitudine45.071707
longitudine7.678011

oppure puoi cercare...

  • opere d'arte nel comune di Torino
  • opere d'arte nella provincia di Torino
  • opere d'arte nella regione Piemonte