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Opera d'arte allegoria dell'Appennino di Ammannati Bartolomeo (1511/ 1592), Donato d'Antonio (notizie seconda metà sec. XVI), a Firenze

L'opera d'arte allegoria dell'Appennino di Ammannati Bartolomeo (1511/ 1592), Donato d'Antonio (notizie seconda metà sec. XVI), - codice 09 00293419 di Ammannati Bartolomeo (1511/ 1592), Donato d'Antonio (notizie seconda metà sec. XVI), si trova nel comune di Firenze, capoluogo dell'omonima provincia sita in villa, Villa Medicea di Castello, Villa e giardino medicei di Castello, NR (recupero pregresso), Giardino, bosco superiore, al centro della vasca del vivaio
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bene culturalestatua
soggettoallegoria dell'Appennino
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00293419
localizzazioneItalia, Toscana, FI, Firenze, CastelloNR (recupero pregresso)
contenitorevilla, Villa Medicea di Castello, Villa e giardino medicei di Castello, NR (recupero pregresso), Giardino, bosco superiore, al centro della vasca del vivaio
datazionesec. XVI ; 1563 - 1565 [documentazione]
autoreAmmannati Bartolomeo (1511/ 1592), Donato d'Antonio (notizie seconda metà sec. XVI),
materia tecnicabronzo/ fusione
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiMezza figura tagliata alla vita montata su un grande supporto di roccia e spugne, dalla sommità' della testa spruzza un gesto d'acqua.Allegorie-simboli: Appennino.
notizie storico-criticheLa statua di vecchio nudo con le braccia strette attorno ali e spalle per il freddo è a volte denominata "Gennaio", ma è da identificare senza dubbi con l'"Apennino". Difatti lo stesso Ammannati lo nomina così in una lettera al Granduca del 3 febbraio 1563 (1564 stile comune) con la quale lo informa della avvenuta esecuzione del modello (cfr. Gaye, v. Ili, p. 90). Il vivaio nel selvatico del giardino di Castello, i n cui confluivano le acque degli acquedotti provenienti dai monti e dalla villa della Petraia, era già previsto nel progetto del Tribolo. Esso serviva come cisterna di raccolta e come punto di partenza per l'erogazione dell'energia idrica a tutto il giardino sottostante. L'ideazione del gigante bronzeo dell'Apennino è forse dovuta a una fase successiva dei lavori, diretti dal Vasari dopo la morte del Tribolo nel 1550, e può' forse sostituire concettualmente due fontane del Montesenario e del Falterona (sorgenti del Mugnone e dell'Arno) previste dal Tribolo ai lati della Grotta degli animali e mai eseguite. La fontana e' descritta con ammirazione da Montaigne. L'esecuzione del bronzo e' documentata dai pagamenti registrati nel fondo Fabbriche Medicee. Da essi si ricava che il modello era già' pronto nel giugno 1563. La forma per la fusione del bronzo era finita nel febbraio 1564. Entro l'8 Aprile 1564 la statua era fusa e fu rinettata e rifinita da Donato d'Antonio prima del 22 aprile 1565. Il 28 aprile era già' collocato a Castello. Pagamenti ad Antonio Lorenzi per lavori alla testa e agli ornati della fontana sono registrati nel 1565 e ricordati anche dal Vasari.
committenzaCosimo I, granduca di Toscana (1563)
bibliografiaBorghini R.( 1584)p. 592 segg.; Wiles B. H.( 1933)pp. 80-81; Montaigne M. de( 1956); Utz H.( 1973)p. 295
definizionestatua
regioneToscana
provinciaFirenze
comuneFirenze
localitaCastello
indirizzoNR (recupero pregresso)
ente schedatoreL. 41/1986
ente competenteS417
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Casciu S.; Funzionario responsabile: Damiani G.; Trascrizione per informatizzazione: ARTPAST/ Gavioli V. (2006); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Gavioli V. (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1990
anno modifica2006
latitudine43.779926
longitudine11.245030

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