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Opera d'arte a Roma

L'opera d'arte calco di statua, Laocoonte - codice 12 01320057 si trova nel comune di Roma, capoluogo dell'omonima provincia sita in università, Sapienza università di Roma, Edificio di Lettere e Filosofia, Piazzale Aldo Moro, 5, Museo dell’Arte Classica, Sala LII
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bene culturalecalco di statua, Laocoonte
tipo schedaOA_3.00
codice univoco12 01320057
localizzazioneITALIA, Lazio, RM, RomaPiazzale Aldo Moro, 5
contenitoreuniversità, Sapienza università di Roma, Edificio di Lettere e Filosofia, Piazzale Aldo Moro, 5, Museo dell’Arte Classica, Sala LII
datazioneXX ; 1900 - 1938 [fonte archivistica]
ambito culturaleBottega anonima(documentazione)
materia tecnicagesso/ calco
misurecm, alt. 184,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico non territoriale, Sapienza Università di Roma
dati analiticiCalco in gesso di gruppo statuario composto da tre figure maschili e serpentiIl calco raffigura il sacerdote troiano Laocoonte ed i suoi figli, che stanno per essere uccisi da due mostri marini mandati da Atena, la quale vuole vendicarsi del tentativo di ostacolare l’ingresso dei greci a Troia. Laocoonte, al centro della composizione, è rappresentato in una posa di enfatica torsione, con la muscolatura del ventre che si contrae per le convulsioni, sottolineando lo sforzo e la tensione del protagonista, colto nel tentativo di districarsi dalla morsa del serpente, il quale forma con il suo corpo un nodo, così da far ricadere Laocoonte sull’altare. L’altro serpente, giunto da sinistra, agguanta il polso destro del sacerdote, che alza le braccia per scrollarselo di dosso. Lo stesso ritmo concitato si trasmette alle figure dei due figli, ai suoi lati e di dimensioni inferiori, anch’essi avvolti dalle spire dei due mostri marini, giunti da destra e da sinistra. L’espressione dei volti è dolorosa e tragica, pateticamente corrucciata e carica di tensione psicologica. L’opera originale, da cu deriva il calco, è oggi conservata al Museo Pio Clementino; trovata nel 1506 nella vigna di Felice de Frediis sull’Esquilino, nell’area del Colle Oppio anticamente occupata dalla Domus Aurea, papa Giulio II la pose nel Belvedere. Nel 1906 fu rinvenuto il braccio destro originario, c.d. braccio Pollak, riunito alla statua nel 1950. Il gruppo statuario è ritenuto copia romana di età tiberiana di un originale creato a Pergamo nel II sec. a.C. Da un Passo di Plinio è noto che gli autori del gruppo, allora nel palazzo di Tito, erano gli scultori rodii Hagesandros, Athanodoros e Polydoros. Il calco del Museo dell’Arte Classica fu fatto realizzare da Ernesto Vergara Caffarelli, in base alla sua ipotesi ricostruttiva e, in secondo momento, è stato ulteriormente modificato.
bibliografiaM. L. Morricone( 1981)p. 75, sala LII, n. 9
definizionecalco di statua
denominazioneLaocoonte
regioneLazio
provinciaRoma
comuneRoma
indirizzoPiazzale Aldo Moro, 5
ente schedatoreUNIRM1
ente competenteS170
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Bucolo, Raffaella; ; Funzionario responsabile: Referente scientifico: Picozzi, Maria GraziaCarlucci, Claudia (UNIRM1)
anno creazione2015
latitudine41.901916
longitudine12.512000

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