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Opera d'arte a Roma

L'opera d'arte reliquiario a pisside, reliquiario di San Matteo - codice 12 00160403 si trova nel comune di Roma, capoluogo dell'omonima provincia sita in chiesa, Chiesa dei SS. Cosma e Damiano, via dei Fori Imperiali, 1, convento, sala superiore, stanza padre Milan
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bene culturalereliquiario a pisside, reliquiario di San Matteo
tipo schedaOA_3.00
codice univoco12 00160403
localizzazioneItalia, Lazio, RM, Romavia dei Fori Imperiali, 1
contenitorechiesa, Chiesa dei SS. Cosma e Damiano, via dei Fori Imperiali, 1, convento, sala superiore, stanza padre Milan
datazionesec. XI ; 1058 - 1086 [bibliografia]
ambito culturalemanifattura campana(bibliografia)
materia tecnicaargento/ sbalzo
misurealt. 9.4, largh. 6,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero dell'Interno, Fondo Edifici di Culto (F.E.C.)
dati analiticiil reliquiario ha il coperchio fissato da una cerniera con fermaglio ed è sormontato da una piccola figura di scimmia accovacciata su un ramo di palma; presenta una decorazione a fasce alternateivamente lisce e ornate a sbalzo: la prima, dal basso, da motivi di palmette stilizzate limitate da un listello e da una riga di perline e la terza da un ornato di foglie, interrotto da quattro medaglioni con grifi ed altri animali alati. Lo stesso partito decorativo ritorna nel coperchio.NR (recupero pregresso)
notizie storico-criticheper la sua rarità e il pregio artistico il reliquiario costituisce un "unicum" nell'arte sacra medioevale romana. Desiderio, abate di Montecassino dal 1058 (termine antequem), poi divenuto Papa (Vittore III: 1086-1087), diede impulso ad una scuola di oreficeria nei cenobi benedettini, e regalò il reliquiario al suo amico e sostenitore, il nobile romano Cencio Frangipane, vissuto a Roma nella seconda metà del sec. XI. Il reliquiario presenta elementi decorativi propri non solo dell'oreficeria benedettina, vicina all'arte bizantina nel ripetersi delle palmette, dei girali di foglie, ma anche influenze mussulmane, derivate dall'arte arabo-siciliana e motivi esotici, scimietta, cara all'arte occidentale ove personifica l'idolatria. Un connubio è infatti sempre esistito, con punto d'incontro in Campania, tra le scuole d'arte musulmana siciliana e quella campana, mantenuti vivi anche da Desiderio, sia nell'ambito politico che in quello artistico-culturale. L'autore del reliquiario appare, dunque, come un artista capace di rielaborare elementi di origine diversa riconducendo ad un'unità figurativa, rinnovata da una personale sensibilità classica. Per quanto riguarda la datazione, controversa, si concorda con gli anni 1058-1086, in cui l'opera venne eseguita in uno dei cenobi benedettini, legati a Desiderio.
bibliografiaMatthiae G./ Bosi M.( 1961)pp. 66, 68-69; Iamurri L.( 1995)p. 20
definizionereliquiario a pisside
denominazionereliquiario di San Matteo
regioneLazio
provinciaRoma
comuneRoma
indirizzovia dei Fori Imperiali, 1
ente schedatoreS50
ente competenteS50
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Mangia P.; Funzionario responsabile: Tempesta C.; Trascrizione per informatizzazione: Aloisi P. (2005); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Pellegrineschi P. (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1982
anno modifica2006
latitudine41.894283
longitudine12.485231

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