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Opera d'arte a Zibello

L'opera d'arte pistola - codice 08 00430351 si trova nel comune di Zibello nella provincia di Parma sita in palazzo, museo, Museo Storico di Documenti e Reperti Bellici, Palazzo Pallavicino, Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, NR (recupero pregresso), parete frontale, nicchia armi corte
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bene culturalepistola
tipo schedaOA_3.00
codice univoco08 00430351
localizzazioneItalia, Emilia Romagna, PR, Zibello, ZibelloNR (recupero pregresso)
contenitorepalazzo, museo, Museo Storico di Documenti e Reperti Bellici, Palazzo Pallavicino, Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, NR (recupero pregresso), parete frontale, nicchia armi corte
datazionesec. XX ; 1900 - 1920 [analisi storica]
ambito culturaleambito italiano(analisi stilistica)
materia tecnicaferro/ battiturabronzo/ fusione
misurecm, lungh. 15,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale, Comune di Zibello
dati analiticiPistola a tamburo Mida Brescia cal. 45, di fabricazione italiana. Si tratta di una tipologia di revolver che mostra un meccanismo di ricarica che si apre a metà.NR (recupero pregresso)
notizie storico-criticheLa pistola, utilizzata inizialmente solo dalla cavalleria, venne poi concessa in dotazione agli ufficiali di tutti gli eserciti, alla polizia militare, agli aviatori e ai carristi. Per questi ultimi, cosi come per gli equipaggi dei carri armati, la pistola si rivelò inoltre l'unica arma sufficientemente pratica rispetto agli ingombranti fucili adottati da tutti i soldati semplici, soprattutto in relazione al modestissimo spazio vitale disponibile a bordo degli aeroplani e dei carri. All'inizio della guerra esistevano fondamentalmente tre tipi di pistola: i revolver, le automatiche tradizionali e le automatiche (scarrellanti) a gas. Sicuramente la pistola più famosa fu la Luger tedesca, anche se la Webley, di fabbricazione britannica, le contese sempre la palma della popolarità durante tutta la Grande Guerra. In Germania venne prodotta la Luger 9mm P08, nonostante fossero inizialmente destinate solo agli ufficiali, ben presto vennero adottate anche dai soldati semplici. La luger possedeva un caricatore a sette colpi, ricavato nel calcio. Affidabile e precisa, non fu tuttavia mai prodotta in quantita’ sufficienti a suddisfare il fabbisogno bellico della Germania Guglielmina. La Luger infine, fu sempre considerata un prezioso trofeo di guerra dalle forze opposte alleate. Una variante della Luger, la Parabellum M17, fu lanciata nel 1917. Dotata di canna più lunga, aveva un caricatore da ben 30 colpi che la identificava come cosiddetta "pistola mitragliatrice". Per sopperire alla penuria di Luger, peraltro molto costose da produrre, la Germania realizzò molte pistole automatiche Beholla 7.65mm e Mauser C96 e C10. Quest’ultima divenne analogamente popolare, grazie soprattutto alla sua brutale potenza di fuoco con proiettili da 7.63mm o 9mm. Inoltre questa pistola era dotata di una speciale fondina rigida in legno, che applicata al calcio la trasformava in una specie di carabina per tiri di precisione. La Mauser automatica (il modello originale del 1894) fu largamente utilizzata anche dall’esercito italiano. Analogamente anche i turchi e i bulgari vennero riforniti di pistole di fabbricazione tedesca (Mauser e Beholla), in relazione ai patti di alleanza tra le Potenze Centrali. La pistola standard anglosassone fu il revolver Webley Mk IV, prodotto dalla Webley e Scott di Birmingham (circa 300.000 unita’ realizzate durante il corso della Prima Guerra Mondiale). Si trattava di un calibro 11,6mm, realizzato per la prima volta alla fine del diciannovesimo secolo, particolarmente affidabile in qualsiasi condizione di impiego (soprattutto nel fango delle Fiandre). Il revolver Webley fu distribuito anche alle truppe coloniali britanniche e, in generale, a tutti i graduati del contingente anglosassone. Nonostante il forte rinculo, la Webley venne largamente apprezzata, anche se molti ufficiali preferirono impiegare qualche Luger rubata al nemico: quest’ultima possedeva infatti una gittata sensibilmente maggiore del revolver d’ordinanza britannico. Nel 1913 venne prodotta una seconda versione del revolver Webley, questa volta dotata di meccanismo di ricarica automatico: si rivelò tuttavia difficile da utilizzare e solo la Marina Militare britannica decise di adottarla, con modesto successo. L’esercito italiano utilizzava la Glisenti 9mm., ideata nel 1910. Purtroppo non venne mai prodotta in quantità sufficienti a soddisfare l'altissima domanda durante gli anni di guerra. Simile sotto molti aspetti alla Luger tedesca, la Glisenti non si rivelò tuttavia altrettanto robusta. Venne quindi affiancata dal revolver Bodeo con calibro 11.4mm (realizzato nel 1891) e dalla Beretta 7.65mmautomatica (realizzata nel 1915).
bibliografiaGuida Piave( 1996)p. 45; Gualtieri A.( 2008)
definizionepistola
regioneEmilia Romagna
provinciaParma
comuneZibello
localitaZibello
indirizzoNR (recupero pregresso)
ente schedatoreS36
ente competenteS36
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Pegazzano M.; Funzionario responsabile: Fornari Schianchi L.; Trascrizione per informatizzazione: ARTPAST/ Pegazzano M. (2007); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Pegazzano M. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2007
anno modifica2007
latitudine45.012319
longitudine10.151786

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