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Opera d'arte a Torino

L'opera d'arte vaso, serie - codice 01 00201740 - 1 si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in reggia, museo, Palazzo Reale, Piazzetta Reale, Museo di Palazzo Reale, piano I, 46, Galleria adiacente alla Cappella della Sindone
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bene culturalevaso, serie
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00201740 - 1
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, TorinoPiazzetta Reale
contenitorereggia, museo, Palazzo Reale, Piazzetta Reale, Museo di Palazzo Reale, piano I, 46, Galleria adiacente alla Cappella della Sindone
datazionesec. XVI ultimo quarto; 1575 - 1599 [bibliografia]
ambito culturalemanifattura torinese(bibliografia)
materia tecnicabronzo/ fusione
misurealt. 82, diam. 78,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiIl vaso a mortaio è segnato solo da semplici modanature sul piede e lungo il bordo superiore.NR (recupero pregresso)
notizie storico-criticheCome puntualmente registra Vesme, diversi studiosi, tra cui Casalis, Claretta e Rovere, attribuiscono a Simone Boucheron (a Torino dal 1659 al 1681, al servizio di Carlo Emanuele II in qualità di scultore in bronzo e capo delle Fonderie del Regio Arsenale) la fabbricazione dei vasi,mentre nega recisamente la validità di questa proposta Angelo Angelucci. Secondo lo studioso, i manufatti bronzei, che nessun documento collega al nome di Boucheron, sono da retrocedere cronologicamente agli anni di Vittorio Amedeo I (1630-1637, riferendosi in specifico ai vasi con gli stemmi bipartiti cinti dal collare dell'Ordine della Santissima Annunziata), al periodo di reggenza di Madama Cristina (1637-1648, per quelli con lo stemma bipartito privo di collare) e agli anni di Emanuele Filiberto per i restanti, che Angelucci assegna al fonditore Antonio Domenico di Giorgio, bombardiere della Cittadella. Di recente (1989), è stata confermata la datazione più precoce per alcuni stilemi di stampo manieristico, come i mascheroni alla base delle prese, riferendo la presenza dello stemma bipartito al matrimonio di Emanuele Filiberto con Margherita di Valois, riprodotto anche dopo la morte di quest'ultima nel 1574. Nei vasi, prodotti verosimilmente nel corso di alcuni decenni, si ravvisa una sostanziale unitarietà stilistica, sia pure nelle varietà tipologiche adottate. Altri vasi dal corpo cilindrico sono conservati nel Salone degli Svizzeri (Vesme ne contava in tutto 41). Al momento della schedatura, il vaso era collocato nel corridoio del piccolo appartamento di Sua Maestà. Fori regolari, a intervalli cadenzati, disposti a gruppi di quattro, secondo la forma di un rombo, sembrano rivelare la presenza in origine d'inserti decorativi scomparsi in epoca imprecisata.
altre attribuzioniBoucheron Simonedi Giorgio Antonio Domenico
bibliografiaSan Martino P.( 1989)pp. 181-185; Baudi di Vesme A.( 1963)v. I, p. 203; Angelucci A.( 1880)7-8
definizionevaso
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzoPiazzetta Reale
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Arena R.; Funzionario responsabile: Astrua P.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Damiano S. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2000
anno modifica2007
latitudine45.072658
longitudine7.686346

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