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Opera d'arte a Torino

L'opera d'arte obelisco, serie - codice 01 00172257 si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in villa, museo, Villa della Regina, Compendio di Villa della Regina, NR (recupero pregresso), Giardini, Esedra, Scalinata di passaggio alla Grotta del Re Selvaggio: balaustrata di coronamento
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bene culturaleobelisco, serie
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00172257
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, TorinoNR (recupero pregresso)
contenitorevilla, museo, Villa della Regina, Compendio di Villa della Regina, NR (recupero pregresso), Giardini, Esedra, Scalinata di passaggio alla Grotta del Re Selvaggio: balaustrata di coronamento
datazionesec. XVII ; 1615 - 1677 [analisi stilistica]
ambito culturaleambito piemontese, esecutore(analisi stilistica)
materia tecnicamarmo bianco/ scultura
misurealt. 132, largh. 43, prof. 43,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiCoppia di obelischi (all'epoca detti piramidi) composti da base, quattro sfere d'appoggio, corpo (in tre blocchi). obelisco a sud: presenti ancora due dei tre blocchi componenti (per un altezza complessiva di 132 cm.); obelisco a nord: presente solo il primo blocco (altezza complessiva 72 cm); frammenti: due blocchi terminali (sovrapposti) nei pressi dell'obelisco sud, e poco più avanti, verso sud, il blocco intermedio mancante all'obelisco nord; i due obelischi risultano più bassi di quelli posti all'inizio della rampa: 228 cm (senza sfera cuspidale, attualmente non reperita) contro 329 (con sfera cuspidale)NR (recupero pregresso)
notizie storico-criticheGli "obelischi" sono ricordati nel 1942 da E. Olivero (La Villa della Regina a Torino, Torino, p. 39). Come ha già notato P. Cornaglia (SBAS TO, Scheda 00172257, 1998) risulta di difficile definizione la datazione di tali elementi architettonici, correlati al sistema ninfeo-catena d'acqua-grotte-rampa-esedra, non essendo possibile al momento determinare con precisione se la loro realizzazione possa ascriversi al periodo di Maurizio di Savoia (1615-1657), o a quello di Ludovica di Savoia (1657-1677). La pianta di Torino di Ercole Negri di Sanfront (1618-1619) riporta il primitivo impianto del complesso in cui non si distingue il sistema in questione, ad eccezione dell'esedra, mentre nella veduta del Theatrum Sabaudiae (1682) si distinguono già la grotta, quella che dovrebbe essere la catena d'acqua, e la salita centrale, senza però i due obelischi. Sempre Cornaglia prospetta un'altra ipotesi secondo cui l'insieme dei quattro obelischi -perfettamente consoni alla facies secentesca del giardino - siano un'integrazione decorativa operata in epoca napoleonica mediante il recupero di obelischi provenienti dal giardino della reggia di Venaria Reale (dove erano presenti in più zone del complesso), di cui è accertato nel 1813 il trasporto a Torino di quattro esemplari (AST, Governo Francese, Demanio della Corona, mazzo 185, fasc. D).
bibliografiaFontana F./ Lodari R., in Parchi e giardini storici( 1991)p. 14; Olivero E.( 1942)p. 39
definizioneobelisco
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzoNR (recupero pregresso)
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Cornaglia P.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Trascrizione per informatizzazione: Goria C. (2003); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Manchinu P. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1998
anno modifica2007
latitudine45.071707
longitudine7.678011

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