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Opera d'arte a Torino

L'opera d'arte ciotola, frammento - codice 01 00027990 si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, museo, Palazzo Madama, NR (recupero pregresso), Museo Civico d'Arte Antica, deposito ceramiche armadio 27
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bene culturaleciotola, frammento
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00027990
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, TorinoNR (recupero pregresso)
contenitorepalazzo, museo, Palazzo Madama, NR (recupero pregresso), Museo Civico d'Arte Antica, deposito ceramiche armadio 27
datazionesecc. XVI/ XVII ; 1500 - 1699 [analisi stilistica]
ambito culturalebottega piemontese, esecutore(analisi stilistica)
materia tecnicaceramica/ ingobbio/ invetriatura/ sgraffio a stecca
misurecm., alt. 4, diam. 12.4, sp. 0.5
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale, Città di Torino
dati analiticiCiotola con piede a disco piano, cavetto emisferico, orlo semplice leggermente rientrante. All'interno ingubbio bianco vetrina S 5 YR 5/8 "rosso chiaro", lionata. Esterno privo di rivestimento. Decorazione geometrica, poco sotto l'orlo. Impasto resistente, micaceo, inclusi bianchi, chamotte rossa, S 2,5 YR 6/6 "rosso chiaro".NR (recupero pregresso)
notizie storico-criticheOggetto proveniente dallo scavo condotto da Alfredo D'Andrade nei sotterranei di Palazzo Madama nel 1884 in occasione del quale si rinvenne una cospicua quantità di materiale ceramico in un vano quadrangolare attiguo alla torre di Nord-Ovest. Per quanto concerne il tipo della ceramica graffita a stecca l'utilizzazione di tale utensile in aggiunta alla punta, permette la realizzazione di motivi variati, per lo più geometrici, basati sui contrati tra le zone ingubbiate e quelle ove l'ingubbio è stato asportato lasciando visibile il sottostante impasto. La copertura con vetrina monocroma per lo più gialla o verde ha come risultato finale le cosiddette "graffite monocrome a stecca" ma la decorazione può essere completata anche con altri colori. Il tipo ha forse avuto origine in Toscana: qui l'utilizzo della tecnica mista a punta e stecca permette decorazioni elaborate assai vicine per gusto alle "graffite a fondo ribassato" di cui sono celebri le creazioni emiliano-romagnole (G. L. REGGI, La ceramica graffita in Emilia Romagna dal sec. XIV al XIX, catalogo della mostra, Modena, 1971). Le graffite a stecca sono d'altra parte estremamente diffuse in Liguria, ove sono presenti nel corso del XVI secolo (T. MANNONI, La ceramica medievale a Genova e in Liguria, in Studi Genuensi, VII Genova Bordighera, 1975, pp. 96-97, tipo 73); sempre in Liguria, tuttavia, il Mannoni distingue il gruppo delle "graffite a stecca di tipo padano", caratterizzate da motivi ondulati a fasce, o ad angolo retto, piuttosto schematiche e semplificate e con vetrine generalmente monocrome. Esistono elaborati esempi di graffita a stecca anche in area padana: quasi superfluo ricordare ancora i prodotti emiliano-romagnoli, variamente datati in un arco di tempo compreso fra il XV e il XVIII secolo, ma anche le altrettanto famose ceramiche pavesi dei Cuzio, firmate e datate alla fine del XVII secolo. Si veda M. CORTELAZZO, L. MURER, G. PANTO', L. VASCHETTI,S. PETTENATI, La ceramica di scavo in Palazzo Madama in AA. VV., Torino nel basso medioevo: castello, uomini, oggetti, catalogo della mostra, Torino, 1982, p. 233, n. 126.
altra localizzazioneluogo di reperimento: Piemonte, TO, Torino
bibliografiaAa. Vv.( 1982)p. 233; Reggi G. L.( 1971); Mannoni T.( 1975)pp. 96-97
definizioneciotola
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzoNR (recupero pregresso)
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Murer L.; Funzionario responsabile: Di Macco M.; Trascrizione per informatizzazione: Comoglio S. (2007); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Comoglio S. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1982
anno modifica2007
latitudine45.071707
longitudine7.678011

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