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Opera d'arte di Juvarra Filippo (1678/ 1736), Agliaudi Ignazio detto Giovanni Pietro Baroni (1705/ 1769), a Torino

L'opera d'arte di Juvarra Filippo (1678/ 1736), Agliaudi Ignazio detto Giovanni Pietro Baroni (1705/ 1769), - codice 01 00211754 di Juvarra Filippo (1678/ 1736), Agliaudi Ignazio detto Giovanni Pietro Baroni (1705/ 1769), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in villa, museo, Villa della Regina, Compendio di Villa della Regina, NR (recupero pregresso), Piano primo, Appartamento di S.M. la Regina, Gabinetto verso mezzo giorno, e Ponente alla China - 37: parete est
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bene culturalespecchiera, elemento d'insieme
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00211754
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, TorinoNR (recupero pregresso)
contenitorevilla, museo, Villa della Regina, Compendio di Villa della Regina, NR (recupero pregresso), Piano primo, Appartamento di S.M. la Regina, Gabinetto verso mezzo giorno, e Ponente alla China - 37: parete est
datazionesec. XVIII ; 1733 - 1736 [bibliografia]
ambito culturaleambito piemontese, esecutore(analisi stilistica)
autoreJuvarra Filippo (1678/ 1736), Agliaudi Ignazio detto Giovanni Pietro Baroni (1705/ 1769),
materia tecnicalegno di pioppo/ intagliovetro a ghiaccio
misurealt. 268, largh. 150,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiSpecchiera contornata da cornici dorate a perleNR (recupero pregresso)
notizie storico-criticheDefinito alla "China" già nell'inventario del 1755, l'ambiente è il risultato di un progetto unitario per volta e boiserie riferibile a Juvarra e Baroni di Tavigliano. Alla boiserie appartengono tre specchiere attestate a partire dal 1755 come "tre Trumeaux attaccati alla muraglia, due de' quali con tre giazze di quarte quattro caduna, e due liste in testa, e l'altro di tre giazze simili, e dodici liste all'intorno con piccola cornice intagliata, e dorata" [Ang. Griseri, Un inventario per l'esotismo. Villa della Regina 1755, Torino 1988, pp. 50-51]."Un trumeau di tre ghiaccie con loro stricche, e cornici di nero, ed oro" e due altri [trumeaux] di tre ghiaccie, e due stricche con cornici simili al sudetto [di nero, ed oro]" sono ricordati anche nel corso dell'Ottocento, a partire dalla ricognizione del 1812. I Testimoniali di Stato del 1864 sottolineano lo stato di conservazione già compromesso delle tre specchiere "nelle pareti di levante mezzodì e notte", "contenute da semplici cornici in legno a perle il cui finimento contermina in forma curvilinea con vasi sul centro su cui sono collocati statuine di majolica. La specchiera a levante contiene tre luci intiere e dodici frazioni. Le altre specchiere contengono tre luci intiere e due frazioni. Questi cristalli trovansi guasti nello stagno".Il disegno per una parete del Gabinetto conservato alla Biblioteca Nazionale (ris. 59.6, n. 12) è attualmente l'unica testimonianza del progetto complessivo della sala, attribuibile a Baroni di Tavigliano con indicazioni di Juvarra [C. Mossetti, I Gabinetti di Villa della Regina. Modelli e confronti, in L. Caterina-C. Mossetti, a cura di, Villa della Regina. Il riflesso dell'Oriente nel Piemonte del Settecento, Torino 2005, pp. 123-152, in part. pp. 138-142]. Pannelli a fondo rosso con motivi di paesaggi, personaggi all'orientale, fiori e uccelli in oro sono inseriti in una complessa struttura lignea con decori a fondo nero con decori policromi di vasi, fenici e personaggi genericamente orientali. I soggetti fanno parte del ricco repertorio iconografico dispiegato anche sulla volta e sugli sguinci delle porte-finestre da Pietro Massa e collaboratori. Nelle tavolette, tecnicamente differenti tra loro, è evidente la suggestione di materiali preziosi di varia provenienza e realizzazione, abilmente lavorati dalla bottega. Il confronto tra le diverse mascherine utilizzate per le metallizzazioni conferma la realizzazione tutta all'interno di una stessa bottega che attentamente distribuisce ai decoratori la maggior parte delle tavolette rosse, per i montanti e le sei grandi tavole rettangolari finite a pastiglia, collocate al di sopra della porta di ingresso, delle due finestre e al di sotto delle tre specchiere. Le partiture decorative della boiserie e della volta, sono attentamente studiate per risultare omogenee alla scansione dell'arredo ligneo. In sintonia con la trattatistica e con molti esempi europei settecenteschi, tutti gli spigoli sono mascherati da cornici o pannelli. Negli angoli, la congiunzione fra i vari elementi è coperta da lesene concave con mensole per suppellettili. Quattro piccole consoles di diverse dimensioni sono collocate negli angoli. La boiserie è fortemente caratterizzata da due tonalità dominanti dei fondi, il nero e il rosso, su cui sono realizzati motivi all'orientale. Nera è tutta la superficie intagliata delle pareti di fondo, dei tavolini, delle cornici; di colore rosso e rosso/ arancio sono le tavolette inserite nelle paraste e rosso scuro sono i pannelli curvi angolari. Sul retro di alcune tavolette a fondo rosso sono presenti segni che imitano ideogrammi, oltre a indicazioni di montaggio e scritte in corsivo ancora da comprendere. Su un pannello della parete sud, uno dei tanti personaggi all'orientale tiene ben in vista un ventaglio con le iniziali "PM". Il rinvenimento di queste iniziali, individuate anche nel Gabinetto 25, sembrano indicare Pietro Massa, "pittore alla chinese" e "verniciatore", come responsabile e coordinatore di tutte le fasi pittoriche e di finitura degli apparati decorativi, su stucco, legno e muro, a fianco di Juvarra e di Baroni di Tavigliano. Tavolette a fondo rosso raffiguranti fiori e uccelli, sono inserite nelle specchiature superiore e inferiore; personaggi stanti o seduti su cuscini con attributi all'orientale (ventagli, aquiloni) sono raffigurati nei due registri adiacenti al registro centrale, dove sono raffigurate, invece, scene di paesaggi fluviali con case, personaggi intenti alla pesca o in ozioso colloquio. I furti subiti alla fine degli anni settanta hanno causato la perdita di diverse tavolette a fondo nero e rosso. Come ha osservato Cristina Mossetti l'impianto e il rapporto cromatico giocato fra rosso e nero, sembra rimandare ad alcuni dei più antichi esempi di gabinetti europei e accomuna questa sala al Gabinetto verso la via di Palazzo Graneri e allo zoccolo del Gabinetto del Poggiolo a Palazzo Reale [C. Mossetti, op. cit. Torino 2005, p. 140]
bibliografiaCaterina L./ Mossetti C.( 2005)pp. 123-152; Caterina L./ Mossetti C.( 2005)pp. 313-338; Mossetti C., a cura di( 1997)pp. 141-145; Griseri Ang.( 1988)pp. 50-51; Olivero E.( 1942)pp. 21-23
definizionespecchiera
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzoNR (recupero pregresso)
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Manchinu P.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Manchinu P. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2007
anno modifica2007
latitudine45.071707
longitudine7.678011

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