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Opera d'arte di G.B.M (secc. XVIII/ XIX fine/inizio), a Milano

L'opera d'arte di G.B.M (secc. XVIII/ XIX fine/inizio), - codice 03 01976206 di G.B.M (secc. XVIII/ XIX fine/inizio), si trova nel comune di Milano, capoluogo dell'omonima provincia sita in castello, comunale, Castello Sforzesco, Piazza Castello, 1, Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco, Sala XVI
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bene culturaletavolo
tipo schedaOA_3.00
codice univoco03 01976206
localizzazioneItalia, Lombardia, MI, MilanoPiazza Castello, 1
contenitorecastello, comunale, Castello Sforzesco, Piazza Castello, 1, Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco, Sala XVI
datazionesecc. XVIII/ XIX fine/ inizio; 1790 (ca) - 1810 (ca) [analisi stilistica]; sec. XVII primo quarto; 1615 (ca) - 1615 (ca) [analisi stilistica]
ambito culturalebottega fiorentina, autore del piano in marmo(analisi stilistica)
autoreG.B.M (secc. XVIII/ XIX fine/inizio),
materia tecnicalegno di noce/ intarsio in bosso/ intarsio in palissandro/ intarsio in legno di rosapietra dura/ commesso
misurecm, alt. 79, largh. 126, prof. 126,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale, Comune di Milano
dati analiticiTavolo con fregio intarsiato a motivi di girali e foglie d'acanto tra le quali alcuni fauni rincorrono delle ninfe. Piano in commesso di pietre dure con motivi a disegno geometrico e piccoli fiori.Piante: acanto. Fiori. Figure mitologiche: fauni; ninfe.
notizie storico-criticheIl supporto di legno intarsiato venne realizzato verso la fine del Settecento, o i primi anni del secolo seguente, da un intarsiatore lombardo che si era formato all'interno della bottega di Giuseppe Maggiolini, mentre il piano in commesso di pietre dure, di cui si ignorano le vicende, venne creato nei laboratori granducali fiorentini intorno al primo quarto del Seicento. Vista la somiglianza tra il fregio intarsiato a motivo di girali di foglie d'acanto tra le quali alcuni fauni rincorrono delle ninfe posto sotto il piano del tavolo e quello presente in due cassettoni awicinabili ai modi dell'anonimo intarsiatore lombardo che sigla i suoi arredi G.B.M., si può ipotizzare che quest'ultimo sia il probabile autore del supporto ligneo. Per quanto riguarda il piano, secondo quanto riportato da Alvar Gonzàlez-Palacios, che ha ritrovato in collezione privata il frammento di un altro esemplare uguale, esso deriva il suo disegno geometrico, che non esclude l'inserimento di motivi floreali, da un piano in pietre dure ancora oggi conservato nel Museo degli Argenti di Palazzo Pitti ma proveniente dalla villa di Poggio Imperiale dove si trovava a partire almeno dal 1624 . Il tipo di decorazione, in cui accanto alla rigida impostazione geometrica (in gran parte dipendente dai disegni di G.A. Dosio) iniziano a fare la loro comparsa piccoli pannelli con fiori sul genere di quelli disegnati dal pittore Jacopo Ligozzi per i commettitori attivi nella Galleria del Granduca, ha fatto supporre al Palacios per il nostro piano una datazione intorno al 1615.
bibliografiaRosa G.( 1963)n. 409; Colle E.( 1995)p. 127; Colle E.( 1996)p. 346 n. 616; González-Palacios A.( 1981)V. II p. 16; Giusti A. M.( 1992)p. 43; González-Palacios A.( 1993)p. 386; NR( 2006)p. 82
definizionetavolo
regioneLombardia
provinciaMilano
comuneMilano
indirizzoPiazza Castello, 1
ente schedatoreR03
ente competenteS27
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Colle, Enrico; Funzionario responsabile: Tasso, Francesca; Trascrizione per informatizzazione: De Palma, Ilaria (2009)
anno creazione1996
latitudine45.468574
longitudine9.180748

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