Invernomuto.net

Ho realizzato questo sito per rendere disponibile alla consultazione questa mole enorme di dati altrimenti difficilmente consultabili :)

Opera d'arte di Cesati Giacomo (notizie 1832), a Parma

L'opera d'arte di Cesati Giacomo (notizie 1832), - codice 08 00405861 di Cesati Giacomo (notizie 1832), si trova nel comune di Parma, capoluogo dell'omonima provincia
immagine - immagine non disponibile -
bene culturalepaliotto
tipo schedaOA_3.00
codice univoco08 00405861
localizzazioneItalia, Emilia Romagna, PR, Parma
datazionesec. XIX ; 1832 - 1832 [documentazione]
autoreCesati Giacomo (notizie 1832),
materia tecnicaseta/ raso/ ricamotela di canapa
misurealt. 97, largh. 273,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico non territoriale
dati analiticiRasoi di fondo in seta avorio. Ricamo a punto steso eseguito in oro filato, riccio e in lamina (le zone a rilievo impiegano un'imbottitura di fili di canapa e cartone). Il ricamo è completato con applicazioni in velluto tagliato unito di seta cremisi. Tralci d'acanto speculari si dispiegano sui lati del paliotto disegnando ampi girali oro terminanti in corolle fiorite. I motivi incorniciano una grande croce greca di colore rosso posta al centro, simbolo dell'Ordine Costantiniano di S. Giorgio. Fondo avorio. Fodera in tela di canapa avorio.NR (recupero pregresso)
notizie storico-criticheCommissionato all'inizio del 1832 da Filippo De La Barthe, cavaliere Commendatore dell'Ordine Costantiniano di S. Giorgio, il paliotto fu eseguito da Giacomo Cesati, titolare a Milano, insieme ai figli, di un esercizio di "Passamentieri e fabbricatori" di spalline, galloni, insegne e generi affini avente sede in "Contrada de Cappellari, dirimpetto al Caffè Tedesco". Presso l'archivio dell'Ordine esiste un nutrito carteggio, purtroppo mancante dei fogli inviati da Parma, che ci consente di seguire ogni fase della commissione. Agli accordi preliminari, riguardanti la tipologia del prodotto desiderato e i tempi di consegna, fece seguito l'elaborazione di due diverse proposte da parte del negoziante milanese che le sottopose al giudizio dell'acquirente tramite i rapidi schizzi a penna allegati alla lettera del 16 gennaio 1832. La soluzione prescelta si avvalse di entrambi i progetti combinando l'insegna dell'Ordine evidenziata nel primo disegno ai "rabeschi molto grandi" caratteristici del secondo. Fra le voci meglio documentate nella corrispondenza siglata dal Cesati vi sono i tempi di esecuzione dell'opera, consegnata mediante la diligenza postale il 17 maggio 1832 e i costi del ricamo, fissati inizialmente in 690 lire nuove, poi ridotte a 650. Anche le misure del paliotto, quelle della croce centrale, la qualità del tessuto di supporto e il suo colore furono oggetto di valutazioni attente e di verifiche scrupolose. Ma ciò non stupisce poichè il paliotto fu commisioinato per completare un paramento in terzo già esistente presso la Magistrale che riteniamo possa individuarsi nel completo bianco ricamato in oro di cui alla scheda 00405857. Il confronto fra i due ricami conferma questa ipotesi: le grevi composizioni a girali d'acanto che nel paliotto affiancano la rossa croce dell'Ordine di S. Giorgio riprendono, enfatizzandolo ed irrigidendolo, l'elegante ornato del piviale, in particolare il motivo fissato sullo scudo.L'effetto di maggior pesantezza che connota il disegno del paliotto fui deliberatamente voluto dall'artigiano milanese che in una lettera del 15 febbraio 1832 scriveva ai committenti:"il ricamo sarà fatto coll'istessa precisione ed eleganza dell'apparamento in terzo, anzi...dovrà essere più grande e maestoso onde si abbia a conoscere e distinguerne il lavoro". Nel perseguire questo scopo il ricamatore di Contrada dè Cappellari applicò una formula corrente, di scarsa originalità, riscontrata anche in due paliotti del Museo di S. Ambrogio a Milano, di fattuta identica a quello parmense, usciti evidentemente dalla stessa bottega. Sorge spontaneo a questo punto interrogarsi circa la provenienza dell'importante paramento in terzo assunto a modello. E' dubbio infatti che agli esordi dell'Ottocento esistessero ancora in Italia laboratori di ricamo capaci di aggiornarsi tempestivamente sul nuovo "stile Impero" e tradurne con tanta eleganza e raffinatezza le formule iconografiche.E' assai più probabile che il prezioso corredo, purtroppo assai consunto e manomesso da un parziale intervento di riporto, sia opera di maestranze francesi.
bibliografiaCuoghi Costantini M.( 1991)pp. 216-217
definizionepaliotto
regioneEmilia Romagna
provinciaParma
comuneParma
ente schedatoreS36
ente competenteS36
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Cuoghi Costantini M.; Funzionario responsabile: Fornari Schianchi L.; Trascrizione per informatizzazione: ARTPAST/ Cattani R. (2006); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Cattani R. (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1991
anno modifica2006

oppure puoi cercare...