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Opera d'arte di Bergamini Alessandro (1644/ 1729), a Calci

L'opera d'arte di Bergamini Alessandro (1644/ 1729), - codice 09 00056335 di Bergamini Alessandro (1644/ 1729), si trova nel comune di Calci nella provincia di Pisa sita in monastero, certosino, Certosa Monumentale, NR (recupero pregresso), Museo Nazionale della Certosa di Calci, chiesa, interno
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bene culturalemostra d'altare
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00056335
localizzazioneItalia, Toscana, PI, CalciNR (recupero pregresso)
contenitoremonastero, certosino, Certosa Monumentale, NR (recupero pregresso), Museo Nazionale della Certosa di Calci, chiesa, interno
datazionesec. XVII ; 1677 - 1681 [documentazione]
autoreBergamini Alessandro (1644/ 1729),
materia tecnicamarmo broccatello/ sculturamarmo bianco di Carrara/ sculturamarmo nero/ sculturamarmo bardiglio/ sculturamarmo broccatello di Spagna/ sculturamarmo verde antico/ sculturamarmo giallo/ scultura
misurecm., alt. 750, largh. 580,
condizione giuridicaproprietà Stato, NR (recupero pregresso)
dati analiticiL'alzata dell'altare occupa per intero l'altezza della parete absidale e la sua larghezza. Il corpo centrale si stacca da un fondale che ha alla base comparti marmorei in ritmica continuità coi piedistalli delle colonne e, in alto, cornici proporzionate alle dimensioni del fregio. Due basamenti sovrapposti e digradanti fiancheggiano la mensa e sorreggono 4 colonne di massello, di broccatello di Francia con capitelli corinzi bianchi. Il frontone di marmo bianco venato contiene nell'arco spezzato un'edicoletta di marmo bianco con varie decorazioni scultoree e tarsie policrome ed al centro del quale, su una lastra di marmo nero c'è un'iscrizione dedicatoria. L'edicola si lega con la base del timpano con due grandi ricci contenenti, nell'ansa superiore, una composizione di frutta. Seduti sul timpano due cherubini. Il fregio decorato, ha una testa di cherubino al centro fra due festoni di frutta bianchi su fondo di broccatello di Francia. il vano per la pala d'altare è delimitato da cornici a modanature diverse, bianche su broccatello di Francia listato di marmo nero. La sovrastante architrave ha nella faccia inferiore interna raggiature ondulate a gruppi, in marmo giallo su fondo nero. Sui basamenti delle due colonne più arretrate è l'arma della (continua in OSS)NR (recupero pregresso)
notizie storico-criticheIn carica il Pr. Basilio Righi (1664 - 1679), fu stipulato il contratto per l'altare con Francesco Bergamini di Massa, per 5800 scudi e mezzo e fu incaricato della messa in opera Antonio Monzoni di Massa, figlio di Andrea. A causa delle vicissitudini patrimoniali del convento, i lavori ebbero inizio solo nel 1677 e le fondamenta furono gettate dal milanese Salvatore Siacci e, inalzati i basamenti delle colonne, F. Bergamini abbandonò la direzione dei lavori e gli succedeva Alessandro. Citando l'opera del Campori, "Memorie bibliogr. degli scultori architetti e pittori di Carrara e Massa", il Manghi, "La Certosa di Pisa", p. 108 dice che i Bergamini formavano una famiglia di scultori e architetti carraresi, Alessandro lavorava in Massa-Carrara, Pietrasanta, Piacenza al servizio dei duchi di Massa. Francesco costruiva la cappella Cybo-Malaspina in S. Francesco a Massa (1675-1694), Alessandro la nuova chiesa di S. Pietro a Massa (1697-1701) e disegnava l'altare maggiore di S. Maria degli Angeli a Pistoia. La lavorazione delle colonne di broccatello, fu affidata a Francesco Baccioli e Andrea Moisè, ma l'erezione fu estremamente difficile. Tre furono in serio pericolo e la quarta cadde e si spezzò. Il Carteggio con Monzoni, Le quietanze e aggiustamenti col Monzoni, Il libro di ricordi riportano una lunga vertenza tra i monaci e il costruttore che non voleva fornire una nuova colonna. Nel 1680, fu finalmente innalzata la colonna spezzata e restaurata perfettamente, ma durante la manovra si ruppero i canapi prestati dall'arsenale di Pisa. Finalmente il 12 giugno dello stesso anno si riuscì nell'impresa ed è impossibile riconoscere la colonna troncata tra le altre. Il cornicione e le parti decorative furono eseguite dai maestri carraresi Bartolomeo Pancetta, Francesco Pancini, Francesco Baccioli e Giulio Fucina che completarono la loro opera il 4 maggio 1681. Si copriva il finestrone archiacuto absidale poichè l'erezione dell'altare veniva a modificare una delle primitive caratteristiche del tempio. L'iscrizione dedicatoria come le altre che si leggono nelle pitture della chiesa, sono del certosino Domenico Ulivieri di cui esistono nell'archivio vari componimenti in versi latini di argomento sacro.
bibliografiaCampori G.( 1873); Manghi A.( 1911)pp. 106 - 109
definizionemostra d'altare
regioneToscana
provinciaPisa
comuneCalci
indirizzoNR (recupero pregresso)
ente schedatoreS39
ente competenteS39
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Lolli Redini G.; Funzionario responsabile: Caleca A.; Trascrizione per informatizzazione: Curreli A.M. (2007); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Curreli A.M. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1976
anno modifica2007
latitudine42.205924
longitudine12.423642

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